Prestiti imprese e agevolazioni: novità per gli immigrati

Prestiti e agevolazioni per le imprese di immigrati: nuovo piano del governo. E’ un bene o un male per l’economia italiana?

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Prestiti e agevolazioni per le imprese di immigrati: nuovo piano del governo. E’ un bene o un male per l’economia italiana?

Per favorire le PMI italiane occorre un piano di sostegno per le imprese gestite da immigrati: agevolazioni fiscali e prestiti più accessibili per gli imprenditori stranieri. E’ questo il piano del governo per fare in modo che queste realtà imprenditoriali si “aggreghino con quelle italiane per evitare concorrenza al ribasso”. Quindi favorire le aziende italiane per tutelare indirettamente l’economia italiana? Queste le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che ha parlato di fronte al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen in tema di prestiti alle imprese e agevolazioni fiscali per PMI innovative e start up.

Prestiti imprese e agevolazioni startup: presto estesi anche agli stranieri

L’analisi parte da una considerazione di fatto: su 6 milioni di imprese in Italia, circa 400 mila, che corrispondono quasi il 7%, sono gestite da immigrati extracomunitari. I comparti dell’edilizia e del commercio sono quelli maggiormente interessati al fenomeno.   Il dato peraltro è in significativo aumento: +9,5% negli ultimi cinque anni. Anche per quanto riguarda l’accesso al credito sono i dati a parlare: nel 2013 la richiesta di credito finanziario da parte delle imprese immigrate ha rappresentato l’11% rispetto al totale delle richieste. Ne consegue la necessità di vigilare sui prestiti alle impresecon attenzione per evitare sovra-indebitamenti o il ricorso a canali di finanziamento meno controllabili, legati ad attività poco tracciabili e quindi di natura illecita”. Guidi non ha escluso la possibilità di estendere le agevolazioni previste per le start up e imprese innovative anche alle aziende sul territorio italiano ma di cui sono titolari cittadini extra Ue in modo da favorire “la crescita di competenze e innovazione, non solo di processo e di prodotto, ma anche commerciale, finanziaria e organizzativa”.

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