Polizze e fondi pensione, tasse dal 26 al 14%: il regalo si chiama affrancamento

Tasse dal 26% al 14% su polizze e fondi pensione nel 2023. Ecco in cosa consiste il cosiddetto regalo che si chiama affrancamento.

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L’uomo sa che deve morire un giorno. Ma questa amarezza non gli basta. Sa che domani pioverà. E che dopodomani dovrà pagare le tasse“, afferma Fabrizio Caramagna. Le tasse, in effetti, rappresentano una vera e propria costante nella vita di ognuno di noi. Basti pensare che ogni neonato nasce già avendo sulle spalle una fetta di debito pubblico.

Una situazione che non migliora nemmeno con il passare degli anni. Anzi, famiglie e aziende continuano a dover fare i conti con il peso delle tasse che va ad erodere i risparmi personali. Da qui la decisione del governo guidato da Giorgia Meloni di andare incontro alle esigenze dei cittadini con delle importanti agevolazioni. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Polizze e fondi pensione, tasse dal 26 al 14%: il regalo si chiama affrancamento

Stando a quanto si evince dalla Legge di Bilancio è stata estesa fino a giugno del 2023 l’agevolazione che limita al 14% la tassa sulle plusvalenze su terreni e partecipazioni societarie, ma anche risparmi, patrimoni in fondi, polizze assicurative, azioni e titoli sui mercati finanziari.

Entrando nei dettagli, grazie a questa agevolazione l’esecutivo vuole spronare i cittadini a mettersi in regola, pagando delle tasse più basse sui redditi da capitale, abbassando l’aliquota dal 26% al 14%.

Manovra 2023: affrancamento quote di OICR e polizze assicurative

L’articolo 27 del disegno di Legge della Manovra 2023 presentato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giorgetti si sofferma sull'”Affrancamento quote di OICR e polizze assicurative“. Con il termine affrancamento si fa riferimento ad una sorta di azzeramento fiscale che consente di pagare il 14%, anziché il 26%, sui guadagni maturati sino al 31 dicembre 2022.

Si dovrà pagare il 26%, invece, su quelli maturati dalla fine del 2022 in poi.

Tale agevolazione può essere applicata solamente sugli investimenti fatti in fondi comuni e alcune polizze d’investimento. Ne consegue che in caso di investimenti autonomi in singoli titoli azionari o in singoli bond non è possibile avvalersi dell’affrancamento.

Un’agevolazione davvero importante che permetterà ai soggetti interessati di abbassare l’importo delle tasse sui propri investimenti. Una sorta di regalo che il governo ha deciso di fare agli investitori per un tornaconto pubblico. Grazie all’affrancamento, infatti, l’esecutivo stima di poter incassare nel corso del 2023 circa 437 milioni di euro da poter destinare ad altre misure.

Allo stesso tempo non bisogna dare nulla per scontato. Vi sono infatti delle eccezioni. In particolare è bene sottolineare che l’affrancamento risulta conveniente solamene nel caso in cui il valore del proprio investimento al momento della vendita finale risulta superiore a quello datato 31 dicembre 2022. Ma non solo, l’affrancamento non è conveniente per tutti i tipi di fondi. Nel caso in cui si tratti di titoli di Stato, infatti, la tassazione è pari al 12,5%. È facile pertanto dedurre che optare per l’affrancamento al 14%, in tale circostanza, è svantaggioso.

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