Pignoramento conto pensione illegittimo: è possibile chiedere il risarcimento danni a Equitalia e alla banca?

Pignoramento illegittimo della pensione sul conto corrente: la sentenza del Tribunale di Lecce apre la porta alla richiesta di risarcimento danni contro ex Equitalia e banche.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
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Riportiamo una sentenza cruciale per chi ha subito pignoramento del conto corrente sul quale si accredita la pensione. La notizia ci arriva dalla Puglia: il Tribunale di Lecce ha emesso un decreto con il quale ha sospeso con carattere di urgenza l’azione esecutiva esercitata dall’agente di riscossione sul conto corrente di un pensionato. Dopo questa prima vittoria in tribunale, lo Sportello dei Diritti, che assiste il pensionato che ha subito il pignoramento del conto corrente, ha reso nota la volontà di chiedere il risarcimento dei danni all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) e alla banca che non si è opposta al pignoramento del conto illegittimo.

Per il pensionato salentino vittima di questa azione esecutoria illegittima, la pensione pignorata era l’unica entrate che garantisse il sostentamento. Poco più di 800 euro al mese. Di fronte al pignoramento completo del conto che gli aveva impedito di riscuotere la pensione, l’anziano disperato si era rivolto allo Sportello dei Diritti. Il pignoramento dell’intero saldo del conto corrente, come ha avuto modo di sottolineare nel ricorso l’avvocato Emanuela Toscano, si pone in contrasto con il nuovo articolo 545 del codice di procedura civile che ha fissato i nuovi parametri della procedura di pignoramento presso terzi impedendo di fatto a qualsiasi creditore, ivi inclusa anche l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, di procedere al pignoramento degli importi a titolo di pensioni e stipendi entro i seguenti limiti:

– importo eccedente il triplo dell’assegno sociale se l’accredito in banca avviene prima del pignoramento;
– misura autorizzata dal giudice e, comunque, non oltre il quinto (dunque applicazione dei limiti pre riforma) in caso di accredito in banca avviene nella stessa data del pignoramento o in un momento successivo.

Alla luce di queste novità legislative, Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha condannato l’atteggiamento di banche e agenti della riscossione che incuranti, perseverano “in comportamenti non consentiti che gettano nel più profondo sconforto la vita di anziani nostri concittadini, privandoli, seppur temporaneamente, di qualsiasi possibilità di far fronte ad ogni tipo d’esigenza, in particolare di quelle alimentari. In tal senso, se il primo round è vinto ed il pensionato potrà rifiatare, ciò non vuol dire che ci fermeremo, perché procederemo anche nel merito per un’azione risarcitoria che renda giustizia e che possa servire da monito nel futuro nei confronti di banche, degli agenti per la riscossione e dei creditori nel complesso, affinché non si ripetano più fatti del genere”.

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Argomenti: Tasse e Tributi, Pignoramento