Pensione: APE volontaria scelta irreversibile, nessuna agevolazione per disoccupati o invalidi

Pensione APE volontaria, l'opzione è irreversibile e non vi è nessuna agevolazione per disoccupati e invalidi, diversamente dall'APE sociale, ecco le differenze.

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Pensione APE volontaria, l'opzione è irreversibile e non vi è nessuna agevolazione per disoccupati e invalidi, diversamente dall'APE sociale, ecco le differenze.

L’Ape volontaria è una misura pensionistica irreversibile, e non presenta agevolazione per disoccupati o invalidi.

I requisiti

L’Ape volontaria a differenza dell’Ape sociale, non ci sono preferenze per disoccupati o invalidi. Per questa misura pensionistica i requisiti richiesti sono 63 anni di età e 20 anni di contributi, i requisiti devono essere certificati dall’Inps. La prestazione è ottenuta tramite un prestito corrisposto da un istituto di credito.

Per maggiori informazioni sui requisiti, leggi l’articolo: Pensione Anticipata Volontaria, firmato il decreto, retroattiva dal 1° maggio 2017

In attesa della circolare INPS

Non è possibile presentare la domanda,  si attende la pubblicazione di una circolare INPS che fornisca le indicazioni operative.

Con l’avvio dell’Ape volontaria diventerà operativa anche la RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata. Per accedere alla RITA, è necessario, da parte dell’interessato, produrre la certificazione avente diritto all’APE.

Per sapere qualcosa in più sulla RITA ti consigliamo di leggere l’articolo: Pensione: RITA più conveniente, cinque anni prima dell’età pensionabile

Pensione Ape sociale, i requisiti

L’ APE sociale spetta ai lavoratori che si trovino nelle seguenti condizioni:

I requisiti richiesti per poter accedere all’APE Sociale sono:

  • almeno 63 anni di età;

Inoltre è necessario rientrare in una di queste 4 categorie di tutela:

  • lavoratori disoccupati senza ammortizzatori sociali che hanno maturato almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori disabili con una percentuale di invalidità del 74% e con almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori con almeno 30 anni di contributi che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità (Caregiver);
  • lavoratori che hanno svolto lavoro faticoso e pesante e rientrano nelle “attività gravose”, il lavoro dovrà essere stato svolto per almeno 6 degli ultimi 7 anni e hanno almeno 36 anni di contributi.

Fonte: INPS

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