Partita IVA liberi professionisti: quando è obbligatoria?

Un libero professionista iscritto all’albo può svolgere contestualmente attività da lavoro dipendente o deve aprire obbligatoriamente la partita IVA?

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Un libero professionista iscritto all’albo può svolgere contestualmente attività da lavoro dipendente o deve aprire obbligatoriamente la partita IVA?

I liberi professionisti iscritti all’albo che contestualmente all’attività principale svolgono un secondo lavoro dipendente attinente però alla attività professionale devono obbligatoriamente aprire la partita IVA. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con nota del 25 febbraio 2015, prot. n. 4594 ha chiarito che solo impropriamente queste attività collaterali si fanno rientrare nella collaborazioni “occasionali”.

Partita IVA: liberi professionisti obbligati per le attività professionali

Il caso di specie riguardava un soggetto iscritto all’ albo degli ingegneri e contestualmente titolare di un rapporto di lavoro dipendente. La nota rappresenta quindi una risposta a un documento firmato dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri sulle prestazioni occasionali di professionisti iscritti ad albi. Ecco dunque quanto stabilito in tema di liberi professionisti e partita IVA obbligatoria.     Il Ministero ha precisato nella nota de qua che, qualora l’attività svolta dal soggetto rientri tra le attività tipiche della professione per il cui esercizio è appunto avvenuta l’iscrizione all’albo, i compensi relativi vanno considerati alla stregua di redditi di lavoro autonomo, con conseguente soggezione integrale degli stessi alla disciplina ad hoc. Questo a prescindere dalla durata del rapporto professionale o dal compenso. La nota rappresenta un precedente importante a cui far riferimento per casi analoghi, non rari. La pronuncia del Ministero dell’Economia e delle Finanze riesce finalmente a fare chiarezza su una questione border line che spesso ha lasciato spazio a comportamenti al limite della legittimità. A tutti i liberi professionisti in questa situazione quindi viene imposta espressamente l’apertura di una partita IVA.

Il riferimento del Mef si collega a due note diramate dal Cni: la prima (n. 488 del novembre 2014) rappresenta un approfondimento sulle cosiddette prestazioni occasionali rese da quei professionisti per i quali l’attività professionale rappresenti un surplus rispetto una primaria attività lavorativa legata a rapporti di lavoro subordinato in qualità di dipendenti pubblici o

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