Non basta dichiararsi no-vax o no-green pass per non pagare il canone RAI

Vaccinati o non, a favore del gp o contrari: nulla cambia in merito al pagamento del canone RAI

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Cosa c’entra il canone RAI con la scelta no vax o con le proteste contro l’obbligo di green pass? Riportiamo di seguito una lettera giunta in redazione alla quale cercheremo di dare una risposta fiscale, inerente ai criteri di addebito del canone RAI, senza entrare in argomentazioni che esulano dalla nostra competenza, ovvero il giudizio politico e morale su vaccini Covid e obbligo di green pass, inclusa la versione rafforzata.

Dobbiamo pagare tutti il canone sul Covid e le misure governative?

“Ancora una volta accendo la TV oggi e in Rai mi trovo costantemente bombardato di messaggi e spot pro vaccino. Dal momento che non esiste obbligo credo che questo sia una forzatura grave in una tv pubblica perché si va oltre la semplice sensibilizzazione. Per non parlare dei programmi che spiegano le regole sul gp rafforzato che esclude tout court i non vaccinati (sebbene dotati di tampone) dalla frequentazione di locali aperti al pubblico o dalla partecipazione ad eventi. Allora mi chiedo: ho almeno la libertà di non contribuire a questa tv pubblica che rappresenta decisioni arbitrarie? Perché io che pago il canone e ho scelto di non vaccinarmi non sono rappresentato da questa tv?”

Come sopra anticipato non entreremo in questa sede nel merito delle scelte di non vaccinarsi o nelle considerazioni di opportunità sul gp rafforzato. Tuttavia dobbiamo confermare al lettore che il pagamento del canone rai è legato al possesso della tv e non dipende in nessun modo dalla qualità dei programmi trasmessi. Il discorso non vale solo per le osservazioni da lui fatte in merito agli spot pro vaccino. Del resto molti utenti ci hanno scritto lamentando di non voler pagare il canone rai per vedere programmi poco intellettualmente coinvolgenti, reality tv etc.

La risposta è la stessa: il canone è un tributo sul possesso della tv. Anzi si sta valutando di estendere il canone a qualsiasi dispositivo atto a trasmettere contenuti rai, ivi inclusi tablet e telefonini. Del resto diversamente si arriverebbe al paradosso di escludere dal pagamento del canone chi non è d’accordo con la linea politica della maggioranza etc. L’invito casomai è di sfruttare i dispositivi per estendere il raggio di informazione anche ad altri canali, inclusa la rete. Anche in casa RAI peraltro si possono riscontrare trasmissioni che aprono ad interpretazioni diverse, come è stato per il caso Report che ha suscitato non poche polemiche e scalpore a viale Mazzini.

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