Microcredito PMI: ecco le banche che accettano la domanda di finanziamento

Microcredito PMI: ecco le banche a cui ci si può rivolgere per ottenere il finanziamento

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Microcredito PMI: ecco le banche a cui ci si può rivolgere per ottenere il finanziamento

Sull’opportunità del microcredito alle PMI si è detto molto ma concretamente a chi si può rivolgere la domanda? Se lo chiedono molti piccoli imprenditori interessati al finanziamento ma non pienamente consapevoli dell’iter da seguire e dei primi passi da compiere. Sul sito del Movimento 5 Stelle, che ha contribuito tramite i rimborsi a finanziare il fondo per il microcredito, è stato pubblicato l’elenco aggiornato delle banche che hanno aderito al programma e che quindi ad oggi accettano la domanda per il microcredito.

Domanda microcredito PMI: le banche che accettano la domanda

Ecco allora quali sono gli istituti bancari che accettano la garanzia statale di ultima istanza per la concessione del microcredito a favore di piccole e medie imprese. Ricordiamo che ogni singola erogazione del microcredito Mise può avere un importo massimo di 25 mila euro da restituire in sette anni.   –          Unicredit –          Banca di credito cooperativo Aquara –          Banca di credito cooperativo di Scafati e Cetara –          Banca di credito cooperativo alto casertano e basso frusinate –          Banca di credito cooperativo monte pruno di Rosigno e di Laurino –          Banca di credito cooperativo San Pietro Grammatico di Paceco –          Banca di credito cooperativo Capaccio Paestum –          Banca San Francesco-credito cooperativo –          Banca di credito cooperativo di Buonabitacolo –          Banca San Francesco-credito cooperativo –          Cassa di risparmio di Ravenna spa –          Banca popolare di Puglia e Basilicata  

Domanda microcredito MISE: cosa fare in banca

Come si evince dall’elenco l’adesione da parte delle banche non è da sottovalutare anche se, fatta eccezione di Unicredit, mancano all’appello grandi gruppi bancari.

Le difficoltà portate alla luce dal circuito bancario la mancata organizzazione “nell’erogare ai beneficiari almeno due dei servizi ausiliari, da scegliere tra quelli elencati nel

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