Malattia depressiva, esonero della reperibilità per la visita fiscale: i chiarimenti Inps

Malattia depressiva, esonero delle fasce di reperibilità per la visita fiscale, il codice "E" come va inserito? Arrivano i chiarimenti Inps

di Angelina Tortora, pubblicato il
Visita fiscale codice E

Esonero visita fiscale, il quesito di un nostro lettore: Gentilissima Dott.ssa Tortora, ho letto in un suo articolo: Malattia depressiva, esonero della reperibilità, il certificato deve avere la lettera E , dell’esistenza di un codice E per eventuale esenzione da visista fiscale per problemi depressivi (lavoratore dipendente ). Volevo chiederle non avendo trovato negli uffici inps dettagli a riguardo come posso far valere questa eventuale possibilità e / o a quale normativa debbo far riferimento al mio medico per poter considerare questa possibilità (codice E ). Grazie per la sua disponibilità. Con cordialità

Malattia depressiva: visita fiscale e fasce di reperibilità

L’inps con un messaggio del 23 ottobre 2018, pubblicato sul portale, ha chiarito quando e come è possibile l’esonero dalle fasce di reperibilità, e ha evidenziato l’uso del codice “E”,

In particolare si legge nel messaggio che in riferimento al codice “E”, indicato nel messaggio 13 luglio 2015, n. 4752,  è  utilizzato esclusivamente ad uso interno riservato ai medici INPS, durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime. Quindi, la dizione “Codice E” non può evidentemente produrre alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità, rimanendo possibile la predisposizione di visite mediche di controllo domiciliare sia a cura dei datori di lavoro che d’ufficio. Inoltre, chiarisce quali sono i casi di esonero delle fasce di reperibilità della visita fiscale.

Esonero fasce di reperibilità visita fiscale

L’Inps, chiarisce che il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le “agevolazioni”, previste dai vigenti decreti, quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità.L’esonero è possibile nei seguenti casi:

Nel decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 gennaio 2016, per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;

Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206 per i dipendenti pubblici:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
  • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

In questa circoscritta casistica, la segnalazione da parte del curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta ex post, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo.

Conclusione

Se la sua patologia, rientra nella patologie invalidanti, con invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%, il medico può barrare la casella di esonero specifica, nel certificato medico per malattia, nelle note specificare la patologia invalidante.

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