Lavoro: vittima di mobbing, insulti e minacce, cosa fare?

Subire mobbing sul lavoro dai colleghi, insulti e minaccie ogni giorno, cosa si può fare quando ci si accorge di essere una vittima?

di Angelina Tortora, pubblicato il
mobbing

Lavoro: Ciao, sono una vittima di mobbing  in posto da lavoro tutti minacce e insulti, perché ho cambiato sigla sindacale cosa devo fare in questo caso.

Prima di spiegare cosa fare in questi casi, è fondamentale conoscere il termine “Mobbing”. Con questo termine che risale al verbo inglese [to] mob, cioè assalire, molestare. Con questa definizione vengono evidenziati tutti i comportamenti vilenti che un gruppo si rivolge ad un suo membro. Il gruppo, nel caso specifico i colleghi di lavoro, prende di mira un soggetto, un loro collega, e lo sottopongono a una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, con comportamenti aggressivi e vessatori, che impediscono al soggetto di svolgere le proprie mansioni in serenità.

Lavoro e mobbing, come si riconosce

Il Mobbing, non è facile da riconoscere, è da dire che ogni situazione è a sé stante, anche se gli esperti hanno dimostrato che nel mobbing esiste una costante, che è quella di mettere in una situazione inferiore il collega (vittima), nel mirino.

L’inferiorità non è legata, all’intelligenza o alla cultura, ma allo status lavorativo. I poteri che vengono messi in discussione e che mettono in difficoltà il lavoratore sono:

  • rispetto degli altri nei suoi confronti;
  • la sua influenza nel campo decisionale;
  • l’entusiasmo nel lavoro;
  • la fiducia in sé stesso;
  • la salute;
  • gli amici;
  • e cosa grave, la dignità.

Il mobbing danneggia anche l’azienda

Il mobbing sul posto di lavoro, non danneggia solo il lavoratore, ma anche l’azienda, perché crea problemi fisici al dipendente (vittima), creando assenze per malattia e difficoltà lavorative. Lo scopo finale del mobbing è quello di fare in modo che la vittima, si licenzi o venga licenziata.  I problemi di salute, più comuni che possono sorgere in questi casi, sono:

  • palpitazioni;
  • tremori;
  • difficoltà respiratorie;
  • problemi di espressione;
  • sudorazione fredda;
  • dermatite e problemi cutanei;
  • cefalea;
  • gastriti e disturbi digestivi;
  • insonnia, incubi;
  • difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria;
  • capogiri, svenimenti.

Cosa fare?

La legge italiana non tutela a pieno il lavoratore in questi casi. Consiglio di rivolgersi ad avvocato per avere una consulenza sul da farsi, inoltre si rivolga anche ad enti di supporto presenti nella sua città, tipo Organizzazioni sindacali, che offrono un supporto, oltre che in termini di consulenza anche in termini legale. Esistono, studi legali, specializzati in mobbing e discriminazioni lavorative.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Quesiti contratti di lavoro, News lavoro, Risarcimento danni