Diventare imprenditore di te stesso: scopri se sei portato per il lavoro autonomo

Il lavoro autonomo è una scelta o una necessità: come capire se hai lo spirito da imprenditore o se è meglio cercare un posto da dipendente

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il lavoro autonomo è una scelta o una necessità: come capire se hai lo spirito da imprenditore o se è meglio cercare un posto da dipendente

Imprenditori si nasce o si diventa? Al bivio tra lavoro autonomo o contratto da dipendente che cosa sceglieresti? Il tipo di lavoro che si fa non dipende solamente dal caso o dalla fortuna ma anche dalla propria predisposizione. Ci sono persone che non riuscirebbero mai a fare un lavoro da ufficio, che impone loro orari fissi o addirittura di timbrare il cartellino, e altre che, al contrario, sono titolari di partita IVA solo perché non hanno avuto alternative e si sono dovuti reinventare ma scambierebbe il lavoro autonomo con un contratto da dipendente alla prima occasione. Come fare a capire quale tipo di lavoro è più nelle proprie corde? Il lavoro in ufficio sta per scomparire: scopri perchè    

Lavorare da autonomo è difficile? Pro e contro

Il lavoro autonomo non è facile o difficile: come per tutte le cose dipende dalla predisposizione naturale di ognuno. Se si sceglie di aprire una partita IVA solo perché si ha difficoltà a trovare un posto fisso e, di conseguenza, come unica alternativa alla disoccupazione, di certo non si può dire di avere lo spirito imprenditoriale giusto. E in questo caso sarà difficile affrontare l’incertezza e i ritmi che il lavoro autonomo impone. Non è infatti tutto rose e fiori: la vita di un freelance è fatta di maggiore libertà ma anche di stress, di incertezze e di alti e bassi vertiginosi. I limiti sono meno ma lo sono anche i diritti e le tutele.

Come riconoscere un buon imprenditore

Quali requisiti dovrebbe avere un buon imprenditore? Il discorso è ampio e difficile da esaurire in questa sede. Tuttavia è possibile individuare alcuni tratti fondamentali che contraddistinguono un buon imprenditore da uno improvvisato. Un buon imprenditore è brillante e intraprendente ma anche pragmatico e realistico. E’ importante avere pazienza e competenza del settore in cui si lavora (il che presuppone anche la disponibilità ad aggiornarsi di continuo). A differenza di quanto si pensa inoltre serve possedere spirito di gruppo e capacità di lavorare in team: che siano soci, fornitori o dipendenti, un imprenditore deve relazionarsi con altre persone in modo diplomatico ma deciso. Fondamentale è il rispetto che poi diventa reciproco: un buon imprenditore non è quello temuto ma quello rispettato. Ovviamente chi non sa gestire lo stress e si fa prendere dal panico non potrà diventare un buon imprenditore perché nel lavoro autonomo sono tante le variabili da tenere sotto controllo e gli imprevisti non mancano. Per questo è importante anche essere ottimisti e flessibili.

Imprenditori famosi: scopri il modello a cui ispirarti

Se pensi che un imprenditore debba continuamente cercare nuove sfide, il tuo modello di riferimento è Coco Chanel: partita con una linea di cappelli, è poi passata gli abiti femminili e quindi a gioielli e accessori fino ai profumi. L’impero che ha lasciato alla sua morte è stato stimato in circa160 milioni di dollari l’anno. Se la tua più grande caratteristica sul piano professionale è la mania del controllo, i tuoi leader di riferimento vanno ricercati nel mondo IT: Steve Jobs e Bill Gates erano entrambi famosi per questa peculiarità a volte al limite dell’ossessivo. Non sei socievole di natura? Essere introversi non deve essere necessariamente un ostacolo per diventare imprenditore. Basti pensare che 4 top manager di importanti aziende mondiali su 10 sono di carattere schivo. Un nome su tutti? Mark Zuckerberg. Non eri il primo della classe? Ti incoraggerà sapere che Bill Gates, Ted Turner, Richard Branson, hanno lasciato la scuola per trovare modelli di ‘formazione’ più stimolanti. E se la tua idea viene giudicata strampalata dalla massa ricorda che all’inizio anche Ruth Handler, l’inventrice della Barbie, era guardata con scetticismo, perfino dal marito.

Lavoro autonomo: le scuse che ti bloccano

E’ troppo facile dire di possedere un’idea brillante o una capacità per qualcosa ma di non poterla mettere in pratica per colpe non nostre. Di fronte al lavoro autonomo si possono trovare tantissime scuse. Eppure a ben vedere tutte queste obiezioni potrebbero essere smontate: la paura (quale imprenditore non ne ha?), l’età che avanza, la difficoltà nel trovare un’idea originale in un mondo in cui tutto è stato detto etc. Non tutti sanno ad esempio che Mark Zuckerberg non è stato il primo a inventare un social media: ne esistevano altri prima del suo ma Facebook ha saputo essere rivoluzionario e fare la storia. Spesso chi vive male da lavoratore dipendente ricorre alla “scusa” del denaro: non avere soldi per potersi mettere in proprio è una giustificazione per non inseguire le proprie ambizioni profes

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Argomenti: Partita Iva

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