Lavorare da casa: 3 regole degli esperti e offerte di grandi aziende in Italia

Lavorare da casa: sempre più aziende permettono ai dipendenti di collegarsi da remoto: ecco tre regole per ottimizzare efficienza e ridurre i costi e dove inviare il cv.

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Lavorare da casa: sempre più aziende permettono ai dipendenti di collegarsi da remoto: ecco tre regole per ottimizzare efficienza e ridurre i costi e dove inviare il cv.

Lavorare da casa: sempre più grandi aziende offrono questa possibilità ai propri dipendenti. E così il lavoro da remoto è diventato realtà anche in Italia. Ma è una possibilità che tutti sarebbero in grado di sfruttare? Dipendenti e aziende sono pronti alla rivoluzione dello smart working? Ne abbiamo parlato più volte (leggi anche: lavorare da casa è solo per ricchi o per chi vuole diventarlo?): oggi vi proponiamo le 3 regole d’oro proposte dal Massachusetts Institute of Technology per trasferire il lavoro dall’ufficio a casa e vi segnaliamo alcuni indirizzi di grandi aziende che si sono aperte a questa possibilità alle quali provare a mandare il cv se volete lavorare da casa.

Lavoro da casa si o no: le aziende ci ripensano?

La statistica continua ad essere a favore delle aziende che si sono aperte allo smart work. Secondo i dati dell’istituto Gallup l’ideale in termini di produttività è portare a casa l’80% del lavoro. Eppure questi numeri non sempre sono convincenti, tanto che grandi aziende pioniere del lavoro da casa part time, hanno fatto un passo indietro. Così, ad esempio, Yahoo (che ha tolto questa possibilità già da qualche anno) e IBM. Ma forse questi grandi gruppi hanno solo impostato male il lavoro da casa. Ecco tre regole d’oro stilate dal MIT.

Lavoro da casa: 3 regole che le aziende dovrebbero conoscere (e anche i dipendenti)

La prima, che può apparire banale, è quella di sfruttare le potenzialità del lavoro da remoto per ampliare i propri confini e selezionare personale anche lontano dalla sede. L’ottica è “attingere alla conoscenza superiore che risiede in luoghi remoti”, come suggerivano già nel 2009 Hoegl e Ernst.


La seconda regola è quella di assegnare ad ogni dipendente un “ampio margine di autonomia per risolvere le controversie”, questo per compensare l’evanescenza che caratterizza inevitabilmente i rapporti con i colleghi quando si lavora da casa.
Terzo punto. Ormai Skype e la tecnologia in genere hanno reso possibile lavorare a distanza. Tuttavia gli esperti consigliano di organizzare sporadicamente riunioni in ufficio fisiche perché questo aiuterebbe a consolidare il senso di appartenenza ad un gruppo di lavoro.

Lavoro da casa: le aziende a cui mandare il curriculum

Quali tra le grandi aziende stanno investendo nel lavoro da casa? Barilla punta a raggiungere il 100% dello smart work entro il 2020. I dipendenti Enel già oggi possono scegliere un giorno a settimana in cui lavorare da casa. Ma anche nella Pubblica Amministrazione assisteremo alla rivoluzione del lavoro da remoto: secondo i dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, dei 5 milioni di smart workers nei prossimi anni, più di un quinto saranno dipendenti pubblici.

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