Licenziamento e reintegro, ecco come cambia l’articolo 18

Sì al reintegro solo per il licenziamento disciplinare, mentre per quello economico si prevede un indennizzo economico

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Sì al reintegro solo per il licenziamento disciplinare, mentre per quello economico si prevede un indennizzo economico

Via libera dalla Commissione lavoro della Camera all’emendamento del Governo al Jobs Act sulla riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento nullo e discriminatorio circoscritto a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato.

Riforma articolo 18: reintegro solo per licenziamento disciplinare

Il Governo ha presentato in Commissione Lavoro alla Camera la riforma dell’articolo 18, dopo le critiche degli ultimi giorni. L’emendamento al comma 7 dell’articolo unico del Jobs act, a prima firma Marialuisa Gnecchi (Pd), prevede il reintegro del posto di lavoro solo per il licenziamento disciplinare ingiustificato, mentre per il licenziamento economico viene esclusa la possibilità del reintegro ma si prevede un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio. Tempi certi anche per l’impugnazione del licenziamento.

Licenziamento e reintegro: ecco cosa cambia

Ecco come cambia il licenziamento con la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in seguito all’emendamento presentato dal Governo:

  • licenziamento economico ( o per giustificato motivo oggettivo)-indennizzo economico: il lavoratore viene licenziato per motivi che non concernono il suo comportamento, ma per ragioni che riguardano la riorganizzazione aziendale. In tal caso scatterà un indennizzo economico certo e crescente che varia in funzione dell’anzianità di servizio. L’è pari ad un massimo di 1,5 mensilità per ogni anno di impiego. Il datore può versare in alternativa spontaneamente un’indennità al lavoratore licenziato. Se quest’ultimo rifiuta la conciliazione , potrà impugnare il licenziamento in un termine certo e breve
  • licenziamento discriminatorio-reintegra e risarcimento: per il licenziamento legato ad idee, affiliazioni, genere, lingua, stato di salute e provenienza del dipendente, o nulli (effettuati cioè in concomitanza con il matrimonio o durante la fruizione dei congedi di maternità e di paternità), è previsto il reintegro nel posto di lavoro e l’azienda dovrà anche pagare un risarcimento al lavoratore licenziato
  • licenziamento disciplinare- indennizzo economico e reintegra in casi specifici: si verifica quando il lavoratore mette in atto condotte che violano le regole di comportamento stabilite dalla legge, dai contratti collettivi e che non rispetta le norme contenute nel codice disciplinare dell’azienda. L’emendamento al Jobs Act prevede l’indennizzo economico e solo per fattispecie specifiche ( che dovranno essere individuate con i decreti delegati), si potrà arrivare al reintegro nel luogo di lavoro.

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Jobs Act: le altre novità

Non solo riforma dell’articolo 18. La commissione Lavoro della Camera ha anche approvato gli emendamenti sulla semplificazione delle procedure per l’assunzione. Bocciate invece le proposte di modifica per l’inserimento della norma contro le cosiddette “dimissioni in bianco”. Commenta Sacconi (Ncd): “Siamo soddisfatti. Il Governo ha indicato correttamente la formulazione concordata che esplicitamente individua nell’”indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio” la sanzione ordinaria del licenziamento illegittimo tanto economico quanto disciplinare, con la sola eccezione per quest’ultimo di specifiche fattispecie. Vi è l’intesa che dovranno essere disegnate in modo così circoscritto e certo da non consentire discrezionalità alcuna al magistrato, in modo che i datori di lavoro abbiano quella prevedibilità dell’applicazione della norma che li può incoraggiare a utilizzare i contratti a tempo indeterminato. Ora dobbiamo fare presto».

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Argomenti: Licenziamento

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