ISEE 2023 per assegno unico o RDC, quando va rinnovato e cosa si rischia

Perché bisogna rinnovare l'ISEE e quando è necessario farlo per non rischiare di perdere prestazioni e bonus nel 2023.

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Come importanza ha raggiunto quasi il modello 730 delle dichiarazioni dei redditi. Pur essendo due modelli e due certificazioni completamente diverse fra loro si tratta di due degli adempimenti più importanti con cui famiglie e singoli in Italia devono interfacciarsi. E con l’ingresso del nuovo anno, l’ISEE torna a essere di dominio pubblico dal momento che il 31 dicembre appena trascorso era la data di scadenza della certificazione valida per il 2022. Ma davvero bisogna correre ai ripari e presentare immediatamente la nuova DSU per ottenere il nuovo ISEE?

Nuovo ISEE, ma entro quando?

Un dubbio che molti lettori si fanno, visti i tempi abbastanza ristretti di molti adempimenti, bonus e agevolazioni che in genere vengono percepiti proprio in collegamento con l’ISEE.

“Mi chiamo Davide e sono un lavoratore dipendente, padre di famiglia con due figli minorenni che mi garantiscono un assegno unico di quasi 400 euro al mese. Mi chiedevo se devo rinnovare immediatamente l’ISEE a gennaio visto che comunemente l’INPS mi paga l’assegno unico intorno al 15 del mese.

Se davvero l’ISEE 2022 è scaduto il 31 dicembre scorso, corro il rischio di perdere l’assegno unico questo mese se non faccio in tempo a correre ai ripari e a rinnovare l’ISEE? Sono preoccupato perché fino al 12 gennaio non tornerò a casa e quindi non potrò andare, per motivi familiari, al CAF per rinnovare l’ISEE. Inoltre, come si fa a ottenere un ISEE in poco più di 10 giorni in modo tale da dare continuità all’assegno unico?”

“Buongiorno, sono Andrea e volevo delle delucidazioni in merito all’ISEE e alla sua scadenza di fine anno. Ho telefonato stamattina alle Poste per prendere un appuntamento e per chiedere informazioni riguardo al saldo e alla giacenza media dei conti correnti che mi serviranno per ottenere l’ISEE.

Mi hanno risposto che devo aspettare qualche giorno perché la chiusura dell’anno è troppo recente e quindi devono ancora completare i conteggi finali del 2022. E pare che la stessa cosa abbiano detto a mia moglie in banca. Ma come faccio a rientrare nel pagamento del 15 gennaio dell’assegno unico se non riesco a rinnovare l’ISEE in tempo utile, visti questi ritardi e visto che il CAF mi ha chiesto questi documenti per andare avanti?”

Rinnovo ISEE, ecco cosa bisogna fare

Da quando è entrato in scena l’assegno unico sui figli a carico sotto i 21 anni, le persone o le famiglie interessate all’ISEE sono diventate molte di più. Mentre prima l’ISEE serviva sostanzialmente soltanto ai beneficiari di prestazioni agevolate, assistenziali, bonus e indennizzi, adesso l’ISEE serve anche per una misura piuttosto generalista come l’assegno unico sui figli a carico. Va detto che l’ISEE per l’assegno unico non è determinante per il diritto alla prestazione, perché l’assegno si percepisce anche senza ISEE. Diventa determinante la certificazione però per calcolare l’esatto importo spettante a una famiglia.

Infatti senza ISEE o con un ISEE sopra i 40.000 euro, l’assegno unico viene erogato al minimo prestabilito e cioè 50 euro al mese a figlio. Quindi, entrambi i nostri lettori che sono preoccupati del mancato rinnovo dell’ISEE, per la fruizione dell’assegno unico di gennaio 2023, non corrono rischi. Si devono preoccupare soltanto dell’importo dell’assegno e non della sua fruizione dal momento che è stato già stabilito che per l’assegno unico universale sui figli a carico sotto 21 anni di età non ci sarà bisogno di presentare una nuova domanda.

Assegno unico e ISEE, gennaio salvaguardato, ma poi?

Per completezza di informazioni però dobbiamo sottolineare che pur suggerendo di fare presto a rinnovare l’ISEE, il mese di gennaio non è un mese che finisce a rischio per chi non fa in tempo a rinnovare la certificazione.

Infatti si tratta di una mensilità che l’INPS erogherà ancora collegandosi all’ISEE del 2022. Che è stato quello utile alle famiglie per fruire dell’assegno unico a partire dal mese di marzo 2022. Proprio per venire incontro a queste problematiche che potremmo definire tecniche da parte degli istituti di credito nel completare i conteggi annuali, l’INPS opera così. L’Istituto previdenziale tende a considerare valido per le erogazioni del primo mese dell’anno relativo all’assegno unico, l’ISEE già scaduto.

I redditi e i patrimoni utili nel 2023 per rinnovare la certificazione

Va sottolineato un fattore molto importante però. L’ISEE è collegato a redditi e patrimoni e quindi anche ai soldi in banca o alle poste, dei due anni precedenti quelli in cui si presenta la DSU. Nella Dichiarazione Sostitutiva Unica gli interessati devono indicare i redditi e i patrimoni di tutti i componenti il nucleo familiare, dei due anni che precedono la certificazione. In buona sostanza l’ISEE che si andrà a fare in questi giorni, riguarda redditi e patrimoni del 2021. Così come l’ISEE del 2022 riguardava redditi e patrimoni del 2020.

Occhi a ciò che si chiede a banche o Poste, l’anno deve essere quello giusto

Probabilmente il nostro lettore che ha avuto una risposta negativa da parte di Poste italiane, non ha spiegato bene la sua necessità alle Poste. Probabilmente gli addetti allo sportello di Poste italiane gli avranno detto che per ottenere i dati 2022 bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Infatti gli uffici dovranno ancora completare le procedure di calcolo 2022. Ma per i dati 2022 e non 2021 che interessano invece a chi deve rinnovare l’ISEE 2023.

Ecco come recuperare più facilmente le certificazioni di Poste e banche

Ci sono famiglie che essendo state previdenti, nel corso del 2022 hanno già ottenuto il saldo e la giacenza media del 2021. Queste famiglie hanno tutto pronto quindi per il rinnovo dell’ISEE e per andare al CAF a presentare la nuova DSU.

Sempre che non vogliano fare tutto da soli con le loro credenziali di accesso ai servizi telematici dell’INPS. Soggetti che hanno le credenziali SPID, CIE o CNS naturalmente. Anche i contribuenti che hanno le applicazioni per smartphone di banche o Poste, o che hanno strumenti telematici di home banking hanno tutto pronto. In effetti hanno già disponibili le certificazioni del saldo o della giacenza media. Si tratta di quelle comunicazioni che in genere gli istituti inviano ai loro clienti, a inizio anno. E quindi bisogna tornare a inizio 2022 per trovare probabilmente tra le comunicazioni queste certificazioni relative al 2021.

La salvaguardia anche per reddito di cittadinanza e bonus sociale?

Resta il fatto che sia l’assegno unico di gennaio che il reddito di cittadinanza dello stesso mese dovrebbero essere al riparo. Misure tutelate da qualsiasi novità o cambiamento. Proprio perché come dicevamo c’è questa fase di salvaguardia in cui l’INPS erogherà le prestazioni in base all’ISEE dello scorso anno. Naturalmente molto cambia nel caso in cui una famiglia nel 2022 non ha richiesto l’ISEE. In questo caso bisogna dotarsi di un ISEE in corso di validità, anche semplicemente per vedere di rientrare nel bonus sociale sulle bollette delle utenze domestiche.

Nel 2023 infatti il bonus sociale riguarderà famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. Un tetto che è salito di molto rispetto al recente passato. Nel 2022 infatti il limite era salito a 12.000 euro dopo che per anni era stato prossimo agli 8.000 euro. E l’ISEE rischia di diventare ancora di più un certificato utile alle famiglie. Anche quelle senza figli dentro il perimetro dell’assegno unico e anche senza prestazioni assistenziali da richiedere.

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