Interventi di sostegno alle donne vittime di violenza: esenzione Iva

Se è fornita una prestazione complessa e globale del servizio di accoglienza

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Se è fornita una prestazione complessa e globale del servizio di accoglienza

Alle prestazioni di sostegno e assistenza a donne vittime di violenza si applica l’esenzione Iva laddove sia fornita una prestazione complessa e globale del servizio di accoglienza, fornendo l’alloggio a favore dei soggetti bisognosi di protezione sociale nonché, eventualmente, altri servizi accessori e di supporto quali vitto, prestazioni mediche, ecc.

L’Agenzia delle entrate si è espressa in tal senso con la risposta n°112 di oggi.

L’esenzione Iva per le prestazioni socio-sanitarie

L’articolo 10, comma 1, numero 27-ter), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 considera esenti da Iva:

“le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriali, in comunità e simili, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e di malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute, di donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo, rese da organismi di diritto pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute che erogano assistenza pubblica, previste dall’articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, o da enti aventi finalità di assistenza sociale e da enti del Terzo settore di natura non commerciale.

Ai fini dell’esenzione, è necessario che si verifichino congiuntamente le seguenti condizioni:

  • dal punto di vista oggettivo, devono essere rese prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale in comunità e simili;
  • tali prestazioni devono essere effettuate nei confronti dei soggetti tassativamente indicati nella norma, ossia anziani e inabili adulti, tossicodipendenti e malati di AIDS, handicappati psicofisici, minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute, donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo;
  • le medesime prestazioni devono essere rese da determinati soggetti quali organismi di diritto pubblico, da istituzioni sanitarie riconosciute che erogano assistenza pubblica, da enti aventi finalità di assistenza sociale o da enti del Terzo settore non aventi natura commerciale.

Inoltre, i soggetti nei confronti dei quali sono effettuate le prestazioni di assistenza devono rientrare nella tipologia di soggetti disagiati degni di protezione sociale ( ris. n. 39/E del 16 marzo 2004 e ris. n. 74/E del 27 settembre 2018).

Ulteriore esenzione Iva per le prestazioni nelle case di riposo e altri luoghi

Il regime di esenzione IVA si applica anche «per le prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili»(art.10, comma 1 n°21).

Tale elenco non è tassativo come chiarito nella Risoluzione n°164/e 2005. Nello stesso documento di prassi, è stato messo in evidenza come:

le prestazioni rese da organismi simili sono esenti quando con le stesse si assicura l’alloggio – eventualmente in combinazione con altre prestazioni considerate di fatto accessorie alla prestazione principale – a persone che per il loro status sono bisognose di protezione, assistenza e cura, come, per quanto di interesse, le donne vittime di violenza.

La risposta n° 112 del 16 febbraio: esenzione Iva attività di sostegno e assistenza a donne vittime di violenza

Con la risposta n°112 di oggi 16 febbraio, l’Agenzia delle entrate ha analizzato l’eventuale applicazione dell’esenzione Iva per le attività di sostegno e assistenza prestata in favore delle donne vittime di violenza. Nello specifico, un comune intende avere conferma della possibilità di fatturare in esenzione Iva le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale in favore di donne vittime di violenza. Nello specifico, tali prestazioni sono effettuate all’interno di una “Casa di Rifugio”.

L’applicazione o meno dell’esenzione Iva dipende dall’analisi della prestazione fornita nel complesso agli assistiti.

Difatti si applica l’esenzione Iva prevista dal citato numero 21) del medesimo articolo 10:

  • nella misura in cui il Comune effettui nella Casa Rifugio nei confronti delle donne ospitate una prestazione complessa e globale del servizio di accoglienza,
  • fornendo l’alloggio a favore dei soggetti bisognosi di protezione sociale nonché, eventualmente, altri servizi accessori e di supporto (quali vitto, prestazioni mediche, ecc.
    ).

Diversamente, se il Comune non fornisce una prestazione globale di servizi le rette saranno assoggettate a IVA in base al regime proprio delle relative prestazioni che verranno rese.

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