Indennità di disoccupazione Naspi e partita IVA, è possibile anche per le ditte individuali?

I lavoratori autonomi con partita Iva possono accedere alla NASPI, il caso di una ditta individuale artigiana che ha chiuso la sua attività.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Disoccupazione NASPI

Indennità di disoccupazione NASPI, il quesito di una nostra lettrice:

Buonasera, le scrivo in merito all’articolo su “Investire Oggi” dove sembra che ci sia la possibilità di richiedere la disoccupazione (naspi, aspi o come si chiama ora) anche per chi ha chiuso la partita iva.
Mio marito, che ci legge in copia, dopo 15 anni di lavoro artigianale come ditta individuale ha dovuto chiudere a causa della mancanza di lavoro ed al continuo accumularsi di debiti inps, inail e imposte. In sostanza le entrate non erano sufficienti a far fronte alle uscite previste per una piccola ditta individuale.
Ci siamo recati in un patronato e ci è stato detto che assolutamente non ha diritto a nulla.
Abbiamo un figlio minore e poter ricevere un aiuto sarebbe per noi fondamentale, con una paga sola non è facile. Aggiungo che è anche difficile trovare una ricollocazione per lui in quanto è molto vicino al traguardo dei 60 anni.
Lasciamo stare poi l’aspetto psicologico legato al fallimento di un’attività alla quale ha dedicato una buona fetta della sua vita, il sistema com’è impostato adesso toglie veramente la dignità alle persone, e chi ha lavorato tutta una vita non se lo merita.
La ringrazio in anticipo per un suo gentile riscontro. Cordiali saluti.

Naspi, quando spetta?

L’indennità di disoccupazione Naspi spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione, compresi:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Non possono accedere alla prestazione:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI.

Quando la Naspi è possibile con partita IVA?

Per dare una risposta a questa domanda, bisogna chiarire alcuni punti fondamentali in riferimento alla normativa che regola la Naspi ed esattamente il Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n. 22 in attuazione della Legge 183/2014 meglio conosciuta come Jobs Act. In seguito la circolare dell’Inps n. 94 del 2015 ha chiarito tutti gli aspetti della Naspi in vigore dal 1° maggio 2015.

Può ricevere la Naspi un disoccupato licenziato, che svolge un’attività come lavoratore autonomo o parasubordinato, se rispetta il limite di reddito lordo annuo. Su questo punto il Ministero del lavoro con la circolare 34/2015 ha chiarito che la condizione di “non occupazione” è riferita a chi non svolge attività lavorativa, in forma subordinata, parasubordinata o autonoma. Il limite di reddito lordo annuo da rispettare è di euro 4.800.

Conclusioni

Non è possibile accedere alla NASPI con il rapporto di lavoro autonomo, nel caso specifico la ditta individuale artigiana.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, Quesiti Disoccupazione e Naspi, News lavoro, Naspi