IMU fabbricati categoria D: pubblicati i coefficienti di calcolo per il 2022

Sono pubblicati i coefficienti, da utilizzare per il 2022, ai fini del calcolo IMU fabbricati di categoria catastale D privi di rendita

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Dichiarazione IMU 2022, proroga in arrivo con il Semplificazioni ter

Con l’acconto IMU 2022 in scadenza il 16 giugno 2022, il Dipartimento delle Finanze ha aggiornato i coefficienti necessari per il calcolo dell‘IMU fabbricati categoria D. Sono quelli di privi di rendita catastale.

E’, infatti, emanato il relativo decreto di aggiornamento (Decreto 9 maggio 2022) il quale dovrà, ora essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

IMU fabbricati categoria D: il calcolo della base imponibile

La casistica interessa i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati. Per tali immobili, fino al momento della richiesta dell’attribuzione della rendita, la base imponibile IMU è determinata

alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, sulla base delle scritture contabili, applicando dei coefficienti da aggiornare con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.

Il valore su cui applicare i coefficienti è dato dall’ammontare, al lordo delle quote di ammortamento, che risulta dalle scritture contabili. I predetti coefficienti sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.

Fabbricati categoria D: IMU tra Stato e Comune

Ricordiamo, comunque che per l’IMU fabbricati categoria D, il gettito che ne deriva non finisce tutto nelle casse comunali. E’ ripartito tra Stato e Comune. In dettaglio, legislatore riserva alle casse dello Sato il gettito dell’imposta derivante da tali immobili, calcolato ad aliquota dello 0,76%.

La norma stabilisce che per essi l’aliquota IMU di base è pari allo 0,86%, di cui la quota pari allo 0,76% è riservata allo Stato, e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono aumentarla sino all’1,06% o diminuirla fino al limite dello 0,76% (comma 753 Legge di bilancio 2020).

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