Fatturazione elettronica 2022: nuove regole per tutti e novità per i forfettari

Dal 2022, l'obbligo di fatturazione elettronica potrebbe essere esteso anche a chi oggi è esonerato, ad esempio i contribuenti forfettari

di , pubblicato il
Dal 2022, l'obbligo di fatturazione elettronica potrebbe essere esteso anche a chi oggi è esonerato, ad esempio i contribuenti forfettari

Dal prossimo anno potrebbero essere introdotte nuove regole in materia di fatturazione elettronica. L’Italia ha chiesto e ottenuto il primo lasciapassare per estendere l’obbligo fino al 31 dicembre 2024, anche per chi finora è stato esentato. I primi a preoccuparsi sono i contribuenti in regime forfettario.

Vediamo cosa potrebbe cambiare dal 2022 o comunque da qui a qualche mese.

La fatturazione elettronica: le regole in vigore oggi

Dal 2019, con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica è cambiato tanto sulla documentazione delle operazioni tra soggetti business (B2B) ma anche nei rapporti tra soggetto business e consumatore finale (B2C). L’obbligo riguarda le operazioni poste in essere da controparti residenti o stabiliti sul territorio nazionale.

Per il consumatore poco è cambiato. Infatti, l’esercente, è tenuto a consegnare agli stessi consumatori finali una copia della F.E. emessa, in formato analogico o elettronico. Salvo che il cliente non rinunci ad avere tale copia.

A di là della qualifica di consumatore finale o soggetto business, esercente o come lo si voglia chiamare, l’obbligo di fatturazione elettronica, ad oggi, non riguarda:

  • chi rientra nel “regime di vantaggio” o nel regime forfettario o
  • chi si avvale dell’opzione per la tassazione ex legge, 398/1991.

Il riferimento del secondo punto è alle associazioni senza fini di lucro e le pro-loco, nonché le associazioni sportive dilettantistiche, se nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito, dall’esercizio di attività commerciali, proventi fino a 65mila euro.

Fatturazione elettronica 2022: le nuove regole per tutti

Per imporre l’obbligo di fatturazione elettronica, l’Italia ha dovuto ottenere il lasciapassare U.E. Il permesso rilasciato dall’UE opera in deroga alle disposizioni di cui alla direttiva UE in materia di IVA, direttiva 2006/112/CE.

Si veda a tal proposito, la decisione di esecuzione (UE) 2018/593.

La deroga vigente scade il 31 dicembre 2021.

Da qui, l’Italia ha chiesto all’Unione Europea di essere autorizzata a prorogare l’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2024. In deroga agli articoli 218 e 232 della direttiva IVA.

L’U.E. ha dato il suo primo lascia passare. Infatti, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 5 novembre 2021 è stata pubblicata la proposta di decisione di esecuzione del Consiglio UE recante modifica della decisione di esecuzione (UE) 2018/593 per quanto riguarda la durata e l’ambito di applicazione della deroga agli articoli 218 e 232 della Direttiva 2006/112/CE (Direttiva IVA).

Ma questa non è l’unica novità.

Infatti, l’Italia ha chiesto anche di estendere l’obbligo di fatturazione elettronica 2022 anche ai forfetari e agli altri soggetti finora esonerati.

Come si legge nella lettera inviata dall’Italia all’UE:

la fatturazione elettronica ha prodotto risultati concreti nella lotta contro la frode fiscale grazie a maggiori completezza, tempestività e tracciabilità delle informazioni. La misura si è inoltre dimostrata efficace preventivamente, come deterrente dei comportamenti dei contribuenti dediti all’evasione e alla frode. La trasmissione delle fatture attraverso lo SdI ha fornito all’Agenzia delle entrate un accesso tempestivo e automatizzato a tutte le informazioni contenute nelle fatture, pertinenti a fini fiscali. L’estensione della misura ai soggetti passivi che si avvalgono della franchigia per le PMI potenzierà tale possibilità. Di conseguenza le autorità fiscali possono effettuare controlli tempestivi e automatizzati sulla coerenza fra l’IVA dichiarata e l’IVA versata.

Ora sarà il Consiglio UE ad avere la parola definitiva e ad ufficializzare la proroga nonchè l’estensione dell’obbligo.

E’ probabile che, in merito ai nuovi soggetti obbligati,  non ci saranno novità già dal 2022 ma un anno più tardi.

Argomenti: ,