Donazione sangue e permesso a lavoro: conta anche ai fini della pensione

Donazione sangue e midollo: cosa dice la legge sul calcolo dei contributi ai fini previdenziali e pensionistici

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Donazione sangue e midollo: cosa dice la legge sul calcolo dei contributi ai fini previdenziali e pensionistici

E’ ben noto che la donazione del sangue o del midollo dà diritto ad una giornata di permesso per i lavoratori dipendenti, privati e pubblici. Questi ultimi quindi, nel giorno della donazione, hanno diritto ad assentarsi mantenendo intatta la retribuzione. Se dopo i test che precedono il prelievo, il lavoratore risulta non idoneo alla donazione del sangue, la retribuzione viene comunque garantita regolarmente per il tempo necessario agli accertamenti medici. Occorre inoltre fare chiarezza sul fronte previdenziale: i lavoratori che usufruiscono dei permessi per donare il sangue hanno diritto al riconoscimento dei contributi pensione sia per quella di vecchiaia che di anzianità. Il valore della retribuzione figurativa da attribuire sul conto assicurativo dell’interessato viene determinata sulla base della retribuzione effettiva percepita durante l’assenza dal lavoro. Non sono previsti limiti sul numero di giornate coperte ai fini contributivi (se non quello valido generalmente per il numero massimo di donazioni del sangue l’anno, ovvero quattro).

L’accredito figurativo dei periodi in esame, per i lavoratori interessati dalla denuncia Uniemens, avviene a partire dal primo gennaio 2005, direttamente d’ufficio sulla base dei dati che le aziende forniscono all’Inps. Per gli altri invece l’accredito avviene a domanda dell’interessati.

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