Disoccupazione 2015: via l’Aspi, arriva la Naspi. Soggetti, requisiti, importo

Dal 1 maggio 2015 debutterà una nuova indennità di disoccupazione, la Naspi che sostituisce Aspi e mini Aspi

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Dal 1 maggio 2015 debutterà una nuova indennità di disoccupazione, la Naspi che sostituisce Aspi e mini Aspi

Via l’Aspi e la mini Aspi, dal 1 maggio 2015 arriva la nuova disoccupazione NASpI. Ecco chi può fare domanda, i requisiti da avere in attesa dell’ok definitivo al decreto di attuazione del Jobs Act, da parte della Ragioneria generale dello Stato. Debutta il 1 maggio 2015 la nuova indennità mensile di disoccupazione, denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), che sostituisce Aspi e mini Aspi, introdotta dalla legge del lavoro Fornero, la legge n. 92 del 2012.

 NASpI: i destinatari

A beneficiare della nuova disoccupazione NASpI  sono:

  •  lavoratori dipendenti
  •  lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell’articolo 1 della legge n. 92 del 2012.

 I soggetti esclusi

Non possono beneficiare della NASpI invece:

  •  i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni
  •  gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

 Requisiti disoccupazione  Naspi

Per poter ricevere la NASpI i lavoratori devono aver perduto involontariamente la propria occupazione e devono presentare congiuntamente i seguenti requisiti:

  • sono in stato di disoccupazione
  • possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
  • possano far valere diciotto giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

 Calcolo e importo Naspi

La NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

L’importo mensile della disoccupazione sarà pari a:

  •  75 per cento della retribuzione se la retribuzione mensile sia pari o inferiore nel 2015 all’importo di 1195 euro mensili, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente
  •  75 per cento del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo, se la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo.

In ogni caso l’indennità mensile non può superare nel 2015 l’importo massimo mensile di euro 1300, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati  intercorsa nell’anno precedente.

 Durata Naspi

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2017 la durata di fruizione della prestazione è in ogni caso limitata a un massimo di 78 settimane.

 Domanda disoccupazione Naspi

La domanda di disoccupazione si presenta all’Inps in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il sussidio spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

 Condizioni per erogazione sussidio

Per essere erogata la NASpI occorre:

  •  la permanenza dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
  •  la regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art.1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive modificazioni.

 Naspi come incentivo all’autoimprenditorialità

Nel decreto sulle nuove indennità si prevede anche un incentivo all’autoimprenditorialità. Cosa significa? In sostanza il lavoratore che beneficia della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, come incentivo all’avvio di un’attività di lavoro autonomo o di un’attività in forma di impresa individuale o per associarsi in cooperativa.

Il lavoratore che intende avvalersi della liquidazione in un’unica soluzione del nuovo sussidio deve presentare all’INPS domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dell’associazione in cooperativa.

Disoccupazione e lavoro dipendente: cosa succede?

Per il lavoratore che fruisce della NASpI e instaura un rapporto di lavoro subordinato si prospettano tali situazioni:

  • reddito annuale da lavoro superiore al reddito minimo escluso da imposizione: decade dalla Naspi che viene sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro e fino a un massimo di sei mesi.
  • reddito annuale da lavoro inferiore al reddito minimo escluso da imposizione:  mantiene la prestazione, a condizione che comunichi all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti  proprietari sostanzialmente coincidenti.

Disoccupazione e lavoro autonomo: cosa succede?

Per il lavoratore che fruisce di NASpI e intraprenda un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La disoccupazione viene così ridotta dekl’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma.

Decadenza Naspi

Il lavoratore decade dalla fruizione della NASpI nei seguenti casi:

  •  perdita dello stato di disoccupazione;
  •  inizio di un’attività lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui ai commi due e tre dell’articolo 9;
  •  inizio di un’attività lavorativa in forma autonoma senza provvedere alla comunicazione di cui all’articolo 10;
  •  raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  •   acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per la NASpI;
  •  violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7.

  Per i collaboratori a progetto ci sarà la DIS-COLL. Si rinvia a Disoccupazione cocopro, dal 2015 arriva la DIS-COLL

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