Definizione agevolata controversie tributarie, cos’è e come funziona

Con la legge di bilancio 2023 arriva anche la definizione agevolata controversie tributarie. Quando fare domanda e le scadenze di pagamento

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definizione agevolata controversie tributarie

Non solo stralcio debiti fino a 1.000 euro. Non solo rottamazione quater e definizione agevolata avvisi bonari. La manovra di bilancio 2023 (comma 186) prevede anche una definizione agevolata controversie tributarie. Ossia, la possibilità di chiudere in maniera “vantaggiosa” per il contribuente una lite pendente con il fisco. Quindi, chiudere in maniere agevolata un ricorso già presentato contro una pretesa tributaria ed in particolare contro l’Agenzia delle Entrate o l’Agenzia Dogane e Monopoli.

Deve trattarsi di controversie pendenti alla data del 1° gennaio 2023. Più in particolare la misura si applica alle controversie in cui

il ricorso in primo grado (ossia quello dinanzi alla Commissione tributaria provinciale) risulta notificato, dal contribuente alla controparte entro il 1° gennaio 2023.

E però necessario che alla data di presentazione della domanda di definizione agevolata il relativo processo non si sia concluso con pronuncia definitiva. Inoltre, la controversia da definire deve avere ad oggetto atti impositivi. Ad esempio, avviso di accertamento o atto di irrogazione delle sanzioni.

Come funziona la definizione agevolata controversie tributarie

La definizione agevolata controversie tributarie, si concretizza nel fatto che, se si decide di aderire, il contribuente paga un importo minore rispetto a quello che andrebbe a pagare laddove uscirebbe sconfitto dal ricorso. In dettaglio, se aderisce alla definizione agevolata pagherà:

  • 90% del valore della controversia, per i ricorsi pendenti iscritti nel primo grado
  • 40% del valore della controversia, in caso di soccombenza della controparte (Agenzia Entrate o Dogane) nella pronuncia di primo grado
  • 15% del valore della controversia in caso di soccombenza della controparte nella pronuncia di secondo grado
  • 5% del valore della controversia pendente innanzi alla Corte di cassazione e per la quale l’Agenzia fiscale risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio.

Quindi, un vantaggio per il contribuente che avrà in questo modo un risparmio. Ma un vantaggio anche per la controparte (Agenzia Entrate o Agenzia Dogane) che risparmierà i costi necessari per affrontare tutti i gradi del contenzioso tributario.

Cosa fare e quando pagare

Per accedere alla definizione agevolata controversie tributarie bisognerà che il contribuente presenti apposita domanda entro il 30 giugno 2023. Le modalità di presentazione dell’istanza dovranno essere definite.

La procedura si perfezionerà solo a seguito del pagamento dell’importo dovuto per effetto dell’adesione alla definizione. Tale pagamento potrà farsi in unica soluzione, entro la stessa data del 30 giugno 2023.

Nel caso in cui l’importo dovuto a seguito della definizione agevolata controversie tributarie è superiore a 1.000 euro, è possibile il pagamento rateale.

Al massimo sono previste 20 rate trimestrali di pari importo, con le seguenti scadenze:

  • prima rata entro il 30 giugno 2023
  • seconda rata entro il 30 settembre 2023
  • terza rata entro il 20 dicembre 2023
  • quarta rata entro il 31 marzo 2024
  • le restanti entro il 30 giugno, 30 settembre, 20 dicembre e 31 marzo di ciascun anno.

Sulle rate successive sono dovuti gli interessi calcolati a decorrere dal 1° luglio 2023.

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