CU/2020 dell’INPS sbagliate: perché deve pagare il cittadino?

L’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) non ci sta e denuncia a voce alta l’INPS per aver sbagliato le CU/2020

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L’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) non ci sta e denuncia a voce alta l’INPS per aver sbagliato le CU/2020

È di una gravità senza precedenti, ciò che l’INPS sta notificando ai contribuenti in questo periodo. Così l’ANC (Associazione nazionale commercialisti) denuncia il modus operandi dell’istituto nazionale di previdenza del nostro Paese che sta, attraverso apposite comunicazioni, annunciando ai cittadini di aver sbagliato le Certificazioni Uniche aventi ad oggetto l’anno d’imposta 2019 (Cu/2020) facendo ricadere la responsabilità di ciò solo sui cittadini stessi esonerandosi da colpe.

“Un numero imprecisato di contribuenti sta ricevendo dall’INPS una sconcertante quanto laconica comunicazione, ai limiti della burla, che annuncia candidamente la non corrispondenza delle somme calcolate per il 2019 con quelle effettivamente erogate o trattenute. A questa notizia, segue quella della necessità di ripresentare la dichiarazione fiscale con la nuova certificazione, quando oramai i termini sono scaduti da tempo”.

Con queste testuali parole inizia il comunicato stampa dell’ANC.

L’INPS viola lo statuto del contribuente

Nella lettera di accompagnamento, a firma del Direttore dell’INPS, si invita il contribuente ripresentare la dichiarazione dei redditi, sorvolando completamente il fatto che nulla può essere ripresentato senza incorrere in sanzioni.

Si tratta dell’ennesima violazione dello statuto del contribuente. “Con questa ulteriore brutta pagina che oggi scrive l’Inps siamo al sadismo di Stato” dichiara il Presidente ANC Marco Cuchel.

“Il fatto è di una gravità senza precedenti, soprattutto per la naturalezza con la quale l’amministrazione pubblica si autoproclama libera da qualsiasi obbligo di riparare in prima persona agli errori da lei commessi, quando professionisti e cittadini per il minimo errore formale sono sanzionati, e anche duramente”.

Ecco le dure parole con cui si esprime il comunicato e come sempre a pagare sono solo ed esclusivamente i cittadini.

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