Coronavirus, non sempre è riconosciuta la malattia, attenzione alla possibile causa di licenziamento

l’allontanamento volontario dal lavoro per paura di contagio, non è riconducibile ad un’assenza giustificata.

di , pubblicato il
l’allontanamento volontario dal lavoro per paura di contagio, non è riconducibile ad un’assenza giustificata.

Ormai è psicosi Coronavirus. L’assenza dal luogo di lavoro viene considerata giustificata oppure si rischiano provvedimenti disciplinari?

Attività lavorativa sospesa per colpa del coronavirus? 4 i possibili casi: dal riconoscimento dell’assenza di lavoro per malattia, al caso di assenza ingiustificata che può portare al licenziamento del lavoratore. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Divieto per decisione della autorità pubblica

Cominciamo col dire che se il lavoratore è impossibilitato ad uscire di casa per una decisione dell’autorità pubblica, non vi è alcun dubbio che, come ricordato un approfondimento della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, la retribuzione rimane garantita.

Lavoratori con sintomi da coronavirus

Se il soggetto è tenuto sotto osservazione per sospetto di “coronavirus”, anche in questo caso la soluzione è pacifica e sarà ricondotta ai contratti collettivi del lavoro.

In ogni caso, la sua assenza dovrà essere disciplinata, ai sensi di legge, come assenza per malattia, con le conseguenti tutele per la salute e la garanzia del posto di lavoro.

 

Quarantena volontaria

I lavoratori, anche senza sintomi di Coronavirus, ma in isolamento volontario, dovuto al semplice fatto di essere stati a contatto con i luoghi o i soggetti colpiti dal virus, secondo quanto sostenuto da un recente articolo di “Repubblica.it”, rientrerebbero all’interno della casistica di: “comportamento di oggettiva prudenza, rispondente alle prescrizioni della normativa d’urgenza, e disciplinato conseguentemente come per le astensioni dalla prestazione lavorativa obbligate dal provvedimento amministrativo”.

 

In assenza di ulteriori indicazioni si rischia il licenziamento

Infine, al di fuori dei casi sopra citati, il lavoratore che, sostanzialmente, non si reca nel luogo di lavoro, per il semplice timore di essere contagiato, senza che ricorra alcuno dei requisiti riconducibili alle fattispecie previste, è da considerare assente ingiustificato dal luogo di lavoro.

In una simile circostanza possono scaturire provvedimenti disciplinari che possono portare anche al licenziamento.

 

Potrebbe interessarti anche:

 

 

 

 

Argomenti: ,