Contributi a fondo perduto anche con cartelle scadute. Le novità in un decreto legge approvato ieri

Contributi a fondo perduto anche con cartelle scadute. Le novità nel D.L. Fisco

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La presenza di debiti fiscali scaduti non è da ostacolo all’ottenimento dei contributi a fondo perduti erogati per contrastare l’emergenza economico-sanitaria legata alla pandemia. E’ quanto prevede un decreto legge approvato ieri dal Governo e rubricato Decreto Fisco, “Misure urgenti finanziarie e fiscali (decreto-legge)”.

Il decreto introduce una norma di interpretazione autentica che permette di superare ogni dubbio sull’applicazione del c.d. blocco pagamenti P.A. all’erogazione dei contributi a fondo perduto.

Gli effetti della nuova norma, una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale, saranno retroattivi.

Il blocco pagamenti P.A.

L’art.48-bis del DPR 602/73 prevede il c.d. blocco pagamenti P.A.

Nello specifico, le Amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica:

  • prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a cinquemila euro, verificano, anche in via telematica,
  • se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo.

In caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all’agente della riscossione. L’Agente della riscossione procede al pignoramento delle somme “presso terzi”, ex art.72-bis del DPR 602/73.

Possono essere pagate in favore del beneficiario le somme che eccedono l’importo della cartella.

Le disposizioni attuative della misura in parola sono state dettate dal decreto Mef n. 40 del 18 gennaio 2008.

Sulla disciplina è intervenuta la legge di bilancio 2018 (articolo 1, commi da 986 e 989, legge 205/2017). Nello specifico, la legge citata ha apportato le seguenti modifiche, operative dal 1° marzo 2018:

  • riduzione da 10mila a 5mila euro del limite di importo oltre il quale scatta l’obbligo di verifica;
  • estensione da 30 a 60 giorni del periodo nel quale il soggetto pubblico non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario, risultato inadempiente.

Sono tenuti alla verifica le società a partecipazione pubblica diretta nonchè: gli enti pubblici economici le aziende speciali, anche consortili le altre aziende pubbliche le gestioni commissariali (previste da norme statali o regionali in relazione a settori specifici o a situazioni particolari (Circolare RGS n°13/2018).

Cosa prevede il nuovo decreto fisco?

C’era il dubbio se l’erogazione dei contributi a fondo perduto erogati per contrastare l’emergenza Covid-19 soggiacesse al blocco pagamenti P.A. Infatti, anche le Agenzie fiscali devono applicare le disposizioni in materia di blocco dei pagamenti.

Dunque, in presenza di cartelle esattoriali scadute, l’erogazione del contributo a fondo perduto in capo all’impresa o al professionista può essere bloccato?

Ebbene, ora il dubbio viene meno grazie ad una norma di interpretazione autentica introdotta con un decreto Legge approvato ieri dal Governo. Il decreto legge è rubricato come Decreto Fisco, “Misure urgenti finanziarie e fiscali (decreto-legge)”.

Tael norma dipone che la presenza di cartelle esattoriali scadute non è da ostacolo all’ottenimento dei contributi a fondo perduti erogati per contrastare l’emergenza economico-sanitaria legata alla pandemia.

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