Chiusura partita Iva inattiva: termini condono scadono oggi

Scadono oggi i termini per chiudere una partita Iva inattiva pagando solo una sanzione minima di 129 euro

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Scadono oggi i termini per chiudere una partita Iva inattiva pagando solo una sanzione minima di 129 euro

 

Partita Iva inattiva chiusura agevolata verso il termine –  Giunge in dirittura di arrivo la possibilità di pagare con sanzione ridotta la chiusura di una partita iva inattiva da oltre tre anni. In particolare il contribuente, come disposto dall’articolo 23 commi 22 e 23 del Dl 98/2011, ha la possibilità di sanare la posizione iva inattiva, pagando la sanzione minima di 129 euro ( che corrisponde ad un quarto della sanzione minima). Questo rappresenta l’unico adempimento che il contribuente ha l’obbligo di effettuare e per chi non aderisce al condono, sistemare la propria posizione in merito alla mancata presentazione della dichiarazione per tre anni consecutivi potrebbe arrivare a costare sino ad 2.065 euro.

 

Partita Iva inattiva condono : 80 milioni di euro per l’erario – L’obiettivo dell’amministrazione finanziaria non è solo fare cassa ma anche sfoltire le numerose posizioni iva, che molte volte sono riconducibili a contribuenti o società che non svolgono alcuna attività. Inoltre in tale modo l’agenzia delle entrate avrebbe la possibilità di ridurre e rendere più efficiente la banca dati delle partite iva, che riporta le potenziali posizioni che hanno un rischio elevato di evasione. Indubbiamente anche il risvolto economico ha i suoi vantaggi visto che dai calcoli fatti dall’amministrazione finanziaria vi sono oltre 2 milioni di partite iva, e considerando la sanzione ridotta da pagare pari a 129 euro, si potrebbero incassare circa 258 milioni di euro. Tuttavia le stime dell’agenzia delle entrate sono più prudenti e prevedono che solo il 30 per cento degli aventi diritto aderirà al condono con incassi per l’erario di circa 80 milioni di euro.

 

Come chiudere una partita Iva inattiva

I termine per chiudere le pendenze con il fisco in materia di partite iva inattive scadono il 4 ottobre.

Entro tale data il contribuente dovrà versare attraverso un modello F24 quanto dovuto. Nel modello occorrerà inserire il codice tributo 8110 e dovrà essere riportata il numero di partita iva da chiudere oltre che l’anno di cessazione dell’attività. Inoltre è possibile applicare la sanzione ridotta nel caso in cui l’amministrazione finanziaria non ha già contestato con atto portato a conoscenza del contribuente la violazione della norma. Non è previsto inoltre l’adempimento di presentare il modello AA7 per i soggetti che non sono persone fisiche o il mod. AA9 per imprese individuali e lavoratori autonomi ( nel condono del 2004 era invece obbligatorio presentare tali modelli con il pagamento dovuto di 100 euro).

 

Inoltre l’importo dovuto di 129 euro non è compensabile con eventuali crediti spettanti al soggetto interessato, ma deve essere obbligatoriamente versato. Occorre compilare la sezione ”erario ed altro” inserendo la lettera R nel campo “tipo”.

 

Chiusura partita Iva inattiva f24 – La partita iva sarà quindi chiusa in maniera autonoma dall’agenzia delle entrate in base ai dati che verranno dichiarati all’interno del mod. F24 ( che potrà essere solo esibito senza necessita per l’ufficio di trattenere una copia).

 

Chiusura agevolata partita Iva, requisiti – La risoluzione 93/E del 21 settembre 2011 emanata dall’agenzia delle entrate ha stabilito quali siano i requisiti per fruire dell’agevolazione. Il contribuente che usufruisce della definizione agevolata non deve aver esercitato attività di impresa o di arti e professioni e non deve aver effettuato operazioni nei periodi successivi all’anno di effettiva cessazione dell’attività. Per queste operazioni, nonostante la chiusura della partita iva, rimane sempre in vigore la possibilità per l’amministrazione finanziaria di effettuare un controllo ed eventuali accertamenti.

 

Sono in ogni caso esclusi dal condono i soggetti per cui la dichiarazione iva non è obbligatoria, come chi esercita attività agricole con volumi di affari non superiori a 7 mila euro ed i soggetti che effettuano operazioni esenti come chi esercita attività di giochi ed intrattenimenti esonerati dagli adempimenti iva o le associazioni sportive dilettantistiche.


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