Certificato medico con codice “E”, l’Inps chiarisce tutti gli aspetti

Visite fiscali ed esonero della reperibilità nei periodi di malattia, quando e come può essere inserito il codice "E", i chiarimenti INPS.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Visite fiscali

Certificato medico con codice “E”: Gentile Angelina,  in merito al suo approfondito articolo sulla questione in oggetto, le porgo la seguente domanda: la dicitura “E” o “codice E” rimane a uso interno dei medici INPS o viene inserita sul certificato INPS scaricabile dal mio datore di lavoro? In altre parole, il mio datore di lavoro verrà informato della patologia che prevede la non reperibilità, o, non essendone al corrente, potrebbe aprire un iter disciplinare qualora il medico non mi trovasse presso il mio domicilio? Se presente sul certificato, dove? Spero di essere stato chiaro nel formulare la domanda. Grazie in anticipo,

Risposta

Abbiamo chiarito più volte, le disposizioni INPS in riferimento al codice “E” e l’esonero della reperibilità in base alle fasce orarie, che sono diverse se dipendente pubblico e privato. L’Ente chiarisce che il codice “E” indicato nel messaggio 13 luglio 2015, n. 4752,  è  utilizzato esclusivamente ad uso interno riservato ai medici INPS, durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali, secondo precise disposizioni centralmente impartite in merito alle malattie gravissime. Quindi, la dizione “Codice E” non può evidentemente produrre alcun effetto di esonero né dal controllo né dalla reperibilità, rimanendo possibile la predisposizione di visite mediche di controllo domiciliare sia a cura dei datori di lavoro che d’ufficio.

Questo non significa che non si può avere l’esonero delle fasce di reperibilità della visita fiscale, infatti sempre l’Inps chiarisce quali sono le casistiche che danno diritto all’esonero delle fasce di reperibilità, facendo anche qui una distinzione tra settore pubblico e privato.

Esonero visita fiscale

Sempre l’Inps, chiarisce le casistiche di esonero:

il medico curante certificatore può applicare solo ed esclusivamente le “agevolazioni”, previste dai vigenti decreti, quali uniche situazioni che escludono dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità. Le previsioni sono:

  • nel decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 11 gennaio 2016, per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati
    • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
  • nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 ottobre 2017, n. 206 per i dipendenti pubblici
    • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    • causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
    • stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.

In questa circoscritta casistica, la segnalazione da parte del curante deve essere apposta al momento della redazione del certificato e non può essere aggiunta ex post, proprio perché l’esonero è dalla reperibilità e non dal controllo.

Conclusione

Riassumendo, se lei rientra in una di queste casistiche, può chiedere al suo medico di indicare la casella di esonero specifica nel certificato medico per malattia e nelle note specificare la patologia invalidante.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: News Fisco, Visite Fiscali