Bonus bonifica ambientale, quali sono le regole di utilizzo e ripartizione del tax credit

Per il bonus bonifica ambientale c'è il via libera alle regole. Quelle di utilizzo e ripartizione del tax credit. Ecco tutto quello che c'è da sapere. A partire dai limiti di fruizione, e passando per la platea dei potenziali beneficiari.

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Bonus bonifica ambientale, quali sono le regole di utilizzo e ripartizione del tax credit

Per il bonus bonifica ambientale c’è il via libera alle regole. Quelle di utilizzo e ripartizione del tax credit. E questo dopo che in data 8 febbraio del 2022 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Dpcm del 10 dicembre 2021.

Questo significa che, con le regole attuative messe a punto, il bonus bonifica ambientale potrà essere ripartito così come previsto. Ovverosia, la fruizione del tax credit in tre quote annuali aventi pari importo. Con la prima quota in dichiarazione dei redditi nel periodo di riconoscimento. E poi, fino ad esaurimento, fruizione del tax credit nei due periodi di imposta successivi così come riportato da FiscoOggi.it. Ovverosia, da parte del quotidiano telematico dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus bonifica ambientale, ecco quali sono le regole di utilizzo e ripartizione del tax credit

Nel dettaglio, il bonus bonifica ambientale scatta a seguito di erogazioni liberali in denaro. Nella fattispecie, per gli interventi di bonifica ambientale su edifici e su terreni pubblici.

O per la prevenzione ed il risanamento del dissesto idrogeologico.

Nel bonus bonifica ambientale, inoltre, rientrano pure gli interventi che sono finalizzati a recuperare aree dismesse di proprietà pubblica. E lo stesso dicasi per realizzare oppure per ristrutturare i parchi e le aree verdi attrezzate.

Chi può accedere al tax credit, a quanto ammonta e quali sono i limiti previsti

Il tax credit che è legato al bonus bonifica ambientale è fruibile da parte non solo delle persone fisiche. Ma anche dai titolari di reddito di impresa e dagli enti non commerciali. Il bonus è pari al 65% dell’erogazione liberale in denaro, ma con dei limiti. Precisamente, fino ad un massimo del 10% dei ricavi annui per i titolari di reddito di impresa.

E nel limite del 20% del reddito imponibile per gli enti non commerciali ed anche per le persone fisiche.

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