Assenza lavoro per malattia figlio: quando è ammessa e cosa scrivere nel certificato medico

Figlio con la febbre: quali permessi malattia sono previsti per il genitore a lavoro? E quali documenti bisogna fornire?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Figlio con la febbre: quali permessi malattia sono previsti per il genitore a lavoro? E quali documenti bisogna fornire?

Il lavoratore con il figlio a casa malato ha diritto all’assenza da lavoro? Con quali limiti e quali documenti servono?

A quale genitore che lavora non è capitato di svegliarsi e scoprire che il figlio ha la febbre e non può andare a scuola o di essere contattato proprio in orario di ufficio dall’istituto scolastico perché il bambino non sta bene? In questo ultimo caso è necessario prendere un permesso (che però non è retribuito, salvo disposizioni diverse previste espressamente dal contratto collettivo nazionale).

Figlio malato, permesso lavoro per il genitore: cosa sapere

Il congedo per malattia del figlio è un permesso non retribuito che spetta per legge, alternativamente, alla madre o al padre (anche adottivi).

Sono richiesti i seguenti documenti:

  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che esclude che anche l’altro genitore stia ricorrendo allo stesso permesso;
  • certificato di malattia rilasciato dal medico specialista del Servizio sanitario nazionale o al medico di famiglia con esso convenzionato. Sarà quest’ultimo (e non il lavoratore) ad inoltrare il certificato all’Inps.

Il Testo Unico sulla maternità/paternità prevede anche dei limiti:

  • se il figlio ha meno di tre anni tutta la durata della malattia senza giorni massimi;
  • se il figlio ha un’età compresa tra 3 e 8 anni al massimo 5 giorni lavorativi l’anno.

Visto che, chiaramente, il bambino non è un dipendente, non sono previsti controlli fiscali qualora il genitore stia a casa per assistenza. E da qui, come ha confermato la giurisprudenza, deriva anche un concetto importante: nella definizione di malattia del bambino non rientra solo la fase acuta della stessa ma anche gli eventuali giorni di convalescenza necessari.

Chiudiamo con un ultimo caso particolare: quello della fruizione dei permessi per malattia del bambino iniziata in concomitanza con l’astensione facoltativa. In questa circostanza è ammessa la sostituzione del titolo dell’assenza: la legge, quindi, non prevede divieti di cumulo dei due istituti. L’interessato però deve presentare apposita domanda di sospensione del congedo.

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Argomenti: News lavoro, Congedo parentale, Malattia Inail