Accompagnamento alla pensione, che cos’è e quando viene percepito?

Prestazione di accompagnamento alla pensione, quando spetta e come fare richiesta: tutto quello che c'è da sapere.

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pensione Ape Sociale e assegno invalidità civile

La prestazione di accompagnamento alla pensione è erogata ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che maturino i requisiti minimi contributivi e anagrafici per il diritto alla pensione, entro massimo 4 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Ammessi alla prestazione di accompagnamento alla pensione

La prestazione, a totale carico del datore di lavoro, deve essere oggetto di accordi aziendali stipulati, nei casi di eccedenza di personale, tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale.

Sono ammessi alla prestazione anche i dirigenti risultati in esubero nell’ambito di un processo di riduzione di personale conclusosi con un accordo firmato da un’associazione sindacale stipulante il contratto collettivo di lavoro della categoria.

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Fideiussione bancaria del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve provvedere alla presentazione di una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi assunti nei confronti dei lavoratori e dell’Istituto, aventi ad oggetto il versamento della provvista per la prestazione e per la contribuzione correlata, redatta secondo lo schema allegato al messaggio Hermes n. 216 del 20/01/2016.

In caso di mancato versamento della provvista mensile, l’Inps notifica un avviso di pagamento e, ove necessario, procede all’ escussione della fideiussione.

Il datore di lavoro è liberato dall’obbligo di prestare la fideiussione nel caso decida di effettuare il versamento della provvista in unica soluzione. Al riguardo, il datore di lavoro esodante si impegna a sostenere l’eventuale maggiore costo della prestazione risultante in sede di liquidazione definitiva della stessa.

Come richiedere la prestazione di accompagnamento alla pensione

Per l’accesso alla prestazione, il datore di lavoro, preliminarmente, presenta alla sede Inps presso la quale assolve i propri obblighi contributivi apposita richiesta di accesso utilizzando il modulo SC77 presente nella sezione modulistica del sito INPS. Deve essere compilato anche con il programma annuale di esodo contenente l’elenco dei lavoratori interessati e il relativo accordo aziendale.

A seguito della comunicazione di accettazione della garanzia fideiussoria, il datore di lavoro presenta alla sede Inps territorialmente competente per la liquidazione, sulla base del criterio generale della residenza del lavoratore (o alla sede Inps polo, laddove esistente), le domande individuali di prestazione (una per ciascun lavoratore).

La domanda di prestazione di esodo (c.d. isopensione), sottoscritta dal lavoratore e dal legale rappresentante dell’azienda, deve essere redatta utilizzando il modulo presente nella sezione modulistica – Assicurato pensionato – “Domanda prestazione di esodo L.92/12 art.4 – Incentivo all’esodo ai sensi della L. 92/12 art. 4, commi da 1 a 7-ter.

Quando viene concesso l’accompagnamento?

L’accordo aziendale diviene efficace a seguito di validazione da parte dell’Inps il quale rilascia al datore di lavoro anche un prospetto contenente l’informazione relativa all’onere stimato mensile del programma di esodo annuale, ai fini della stipula della fideiussione bancaria.

La prestazione di esodo è liquidata con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della risoluzione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla data di presentazione della relativa domanda. Tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza della prestazione non deve sussistere soluzione di continuità.

La prestazione di esodo cessa di essere erogata alla scadenza e non è prevista la trasformazione automatica in pensione; l’interessato ha quindi l’onere di presentare in tempo utile la domanda di pensione.

Quanto spetta al lavoratore?

Il valore della prestazione di esodo è pari all’importo del trattamento pensionistico che teoricamente spetterebbe al lavoratore al momento di cessazione del rapporto di lavoro, esclusa la contribuzione correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo.

Il pagamento della prestazione di esodo è corrisposto per 13 mensilità ed è disposto, come per la generalità delle pensioni pagate dall’Inps, in rate mensili anticipate, la cui esigibilità è fissata al primo giorno bancabile di ciascun mese.

Il regime fiscale della prestazione è quello della tassazione ordinaria.

La verifica dell’INPS

L’Istituto provvede a:

  • verificare la sussistenza dei requisiti previsti in capo al datore di lavoro;
  • attribuire il codice di accreditamento al datore di lavoro;
  • rilasciare al datore di lavoro esodante il PIN o la sua estensione per l’accesso alle procedure automatizzate di gestione della prestazione;
  • accertare la sussistenza dei requisiti soggettivi in capo al lavoratore;
  • validare l’accordo aziendale e il programma di esodo annuale;
  • verificare la decorrenza pensionistica ed effettuare il calcolo importo della prestazione;
  • quantificare l’onere della fideiussione o del versamento della provvista in unica soluzione;
  • comunicare l’accettazione della fideiussione al datore di lavoro esodante e alla banca garante;
  • aprire una posizione contributiva dedicata al versamento della contribuzione correlata;
  • quantificare mensilmente il costo per ciascuna azienda esodante e richiedere la provvista anticipata al fine di erogare l’isopensione ai lavoratori;
  • erogare mensilmente la prestazione ai lavoratori;
  • effettuare e certificare le ritenute erariali.

Fonte: INPS

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