Perchè le banche stanno crollando in Borsa?

Da ieri sulle banche italiane si sono abbattuti i realizzi che stanno proseguendo anche oggi. La tempistica non è casuale e vi spieghiamo perchè

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Da ieri sulle banche italiane si sono abbattuti i realizzi che stanno proseguendo anche oggi. La tempistica non è casuale e vi spieghiamo perchè

E sono due. Dopo la seduta da incubo di ieri, anche oggi il settore bancario sta soffrendo in modo particolare. Dopo circa due ore dall’avvio degli scambi, infatti, i quattro titoli peggiori sul Ftse Mib sono 4 bancari. In particolare, Ubi Banca sta perdendo il 2,8%, Bper Banca il 2,17%, Banco Bpm l’1,9% e Intesa Sanpaolo l’1,16%. Come già messo in evidenza ieri, la raffica di vendite che sta affossando le banche è iniziata non appena è stato diffuso il documento consultivo della Bce sui crediti deteriorati.

I contenuti del report hanno fatto scattare immediatamente i realizzi anche perchè proprio il settore bancario era quello che aveva registrato i rialzi più forti nel breve periodo.

Alla luce della pubblicazione del documento Bce, gli analisti di Equita hanno azzerato il sovrappeso sul settore facendo uscire Ubi Banca dal portafoglio e spostando parte del peso su Intesa Sanpaolo. La banca meglio posizionata in termini operativi è, secondo la sim milanese, Unicredit. Piazza Gae Aulenti è riuscita ad ottenere un significativo aumento del coverage attuato da Mustier in concomitanza con l’aumento di capitale e con il nuovo piano industriale.

 

Requisiti più stringenti per le banche

Scendendo nel dettaglio del documento diffuso ieri dalla Bce, l’EuroTower ha proposto di introdurre il cosiddetto ‘calendar provisioning’ che lega la copertura degli Npe al vintage delle nuove posizioni. Secondo la sim milanese il documento “rappresenta una minaccia per il settore”.

In base ai calcoli degli esperti, infatti, il costo del credito aumenta di 2,5 miliardi nei prossimi due anni, +10 punti base in media con un impatto di -9% sull’utile per azione e di -65 punti base sul Rote. Le banche, rileva Equita, “potrebbero diventare semplici distributori di prestiti unsecured che sono poi ceduti a soggetti terzi”. Nonostante l’aumento dei rischi, Equita ritiene che in sede di consultazione le norme proposte possano essere ammorbidite e quindi possano diventare meno penalizzanti. Ad ogni modo, se anche si verificasse questo cambio di rotta, la Bce punta comunque ad aumentare la pressione sulle banche affinchè esse riducano il peso degli Npe e diventino dei meri distributori di credito unsecured.

Questo problema con cui potenzialmente tutte le banche europee dovranno fari i conti è amplificato in Italia poichè “le banche italiane sono penalizzate rispetto a quelle europee avendo procedure concorsuali più lente”.

 

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