Il tema delle pensioni, della fiscalità e delle condizioni del lavoro torna al centro del dibattito pubblico dopo un duro intervento del segretario generale della Cgil, durante la trasmissione diMartedì su La7. Landini ha messo in fila una serie di criticità che, secondo l’analisi sindacale, stanno producendo effetti concreti e negativi su lavoratori, pensionati e giovani.
I dati richiamati vengono definiti certi e non contestabili, perché mostrano un progressivo peggioramento delle tutele sociali e del potere d’acquisto, mentre le scelte dell’esecutivo sembrano muoversi in direzione opposta rispetto ai bisogni reali del Paese.
Età pensionabile e rischio nuovi esclusi: l’analisi di Landini
Uno dei punti più delicati riguarda l’innalzamento dell’età per l’accesso alla pensione.
Landini sostiene che l’aumento sia ormai un fatto compiuto e non più solo un’ipotesi. Le regole introdotte negli anni, a partire dalla riforma Fornero (L. 214/2011), hanno già reso più rigido il sistema, collegando l’uscita dal lavoro alle aspettative di vita. Le attuali decisioni rischiano però di creare nuove fasce di popolazione senza alcuna protezione.
Ricordiamo che, dal 2027, l’età per la pensione di vecchiaia sarà a 67 anni e 1 mese (dal 2028 a 67 anni e 3 mesi). Solo per il 2026 la pensione vecchiaia resta a 67 anni.
Il problema principale è la possibile nascita di nuovi esodati. Si tratta di persone che hanno perso il lavoro ma non hanno ancora maturato i requisiti pensionistici. In questi casi manca sia il reddito da lavoro sia l’assegno previdenziale, con effetti sociali molto pesanti. Secondo Landini, anche il Governo ha riconosciuto questo rischio, confermando che l’attuale assetto potrebbe lasciare migliaia di individui senza coperture adeguate.
Giovani e precarietà strutturale
Un altro fronte critico riguarda le nuove generazioni. Landini evidenzia come il mercato del lavoro continui a produrre occupazione instabile, contratti brevi e tutele ridotte. Questo modello, ormai strutturale, genera insicurezza e rende difficile costruire un progetto di vita solido. Molti giovani, davanti a salari bassi e prospettive incerte, scelgono di trasferirsi all’estero.
La precarietà non è solo un problema occupazionale, ma incide anche sul futuro previdenziale. Carriere discontinue significano contributi frammentati e pensioni più basse domani. Landini richiama l’attenzione su questo circolo vizioso, sottolineando che la paura per il futuro cresce proprio perché manca una visione di lungo periodo capace di garantire stabilità e diritti.
Pressione fiscale e squilibri nel sistema
Sul piano fiscale, Landini punta il dito contro una pressione complessiva che ha raggiunto livelli elevati, tra i più alti dell’ultimo decennio. In particolare, il carico maggiore continua a gravare su lavoratori dipendenti e pensionati, soggetti a tassazione alla fonte tramite IRPEF. A incidere è anche il cosiddetto fiscal drag, cioè l’aumento delle imposte dovuto all’inflazione che spinge i redditi in scaglioni più alti senza un reale aumento del potere d’acquisto.
Secondo le stime richiamate, questa dinamica ha portato a un prelievo aggiuntivo pari a circa 25 miliardi di euro, somme che non sarebbero state dovute in presenza di un adeguamento corretto degli scaglioni.
Landini evidenzia come, al contrario, la tassazione su rendite finanziarie, immobiliari e profitti abbia registrato una riduzione, accentuando le disuguaglianze nel sistema tributario.
Landini e la questione fiscale come emergenza sociale
Il tema dell’evasione fiscale rappresenta un ulteriore nodo irrisolto. Landini denuncia una lotta insufficiente contro chi non paga le imposte, con la conseguenza che il peso del finanziamento dei servizi pubblici ricade su chi già contribuisce in modo regolare. In questo scenario, salari bassi e assegni pensionistici ridotti vengono ulteriormente penalizzati da un fisco poco equo.
La riflessione conclusiva di Landini collega direttamente il sistema fiscale all’impoverimento sociale. Chi fatica ad arrivare a fine mese subisce un doppio svantaggio: redditi limitati e un’imposizione che colpisce soprattutto il lavoro e la previdenza. Per il sindacato, questo assetto rappresenta una scelta politica precisa che va messa in discussione e cambiata, perché incide sulla coesione sociale e sul futuro economico del Paese.
Riassumendo
- Landini denuncia l’aumento dell’età pensionabile e il rischio concreto di nuovi esodati.
- Le regole previdenziali attuali lasciano alcune persone senza lavoro né pensione.
- I giovani affrontano precarietà diffusa, bassi salari e scarse prospettive future.
- La pressione fiscale resta elevata su lavoratori dipendenti e pensionati.
- Il fiscal drag ha generato circa 25 miliardi di tasse aggiuntive non dovute.
- Le imposte su rendite e profitti diminuiscono, mentre l’evasione fiscale resta poco contrastata.