Stipendio misero e 20 minuti per stanza: inchiesta sulle cameriere degli hotel milanesi

Interessante inchiesta del programma Sono le Venti sulle condizioni di lavoro delle donne delle pulizie degli hotel di Milano.

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Interessante inchiesta del programma Sono le Venti sulle condizioni di lavoro delle donne delle pulizie degli hotel di Milano.

Interessante inchiesta del programma Sono le Venti, di Peter Gomez, in onda dal lunedì al venerdì sul canale Nove, su come lavorano le cameriere degli hotel a Milano. La trasmissione ha indagato sulle condizioni di lavoro delle donne delle pulizie che ogni giorno devono pulire le stanze per una paga misera e in condizioni svilenti.

Camere sporche e paga da 7,30 euro lordi all’ora

Protagonisti sono gli affollati hotel di Milano, anche a 5 stelle. Alcune cameriere hanno deciso di portare alla luce una realtà abbastanza amara. Una di queste ha raccontato di camere sporche in quanto il sistema non consente di pulire le stanze come dovrebbero essere pulite. La donna, che lavora da molti anni in una catena alberghiera nel centro del capoluogo lombardo, ha svelato di guadagnare 7,30 euro all’ora lordi ma di finire la giornata con la schiena spezzata, senza contare che mentre sono aumentate le camere da pulire lo stipendio non è cambiato.

Il racconto si fa drammatico quando la cameriera ha raccontato di condizioni peggiorate dopo che l’hotel ha deciso di esternalizzare i servizi di pulizia ad un’azienda esterna nel 2011: “Abbiamo venti minuti a disposizione per pulire una stanza, ma venti minuti non bastano” ha detto la donna aggiungendo che qualora non si riesca a pulire la camera nei tempi stabiliti o vengono tolte le ore di lavoro dalla paga o si resta a pulire la stanza per più tempo ma senza ricevere gli straordinari, quindi lavorare gratis. Il rischio, ovviamente, è quello di perdere anche 150 euro e operare gratuitamente per restare più tempo a pulire la camera.

Le cooperative non vogliono applicare il contratto nazionale del turismo

Roberta Griffini della Filcams Cgil Milano, è intervenuta sottolineando che il problema non è solo relativo al cottimo ma piuttosto al fatto che queste aziende non vogliono applicare il contratto nazionale del turismo ma cercano di applicare altri contratti perché più economici, spesso multiservizio. Un sistema molto vicino al caporalato considerando che negli ultimi anni sono aumentati moltissimo i turisti, e di conseguenza il giro d’affari attorno al settore alberghiero, ma le condizioni dei lavoratori non sono affatto progredite.

Una situazione, che secondo le lavoratrici, dipende anche dagli albergatori che “gestiscono le condizioni dei contratti d’appalto”. Qui il video pubblicato da Il Fatto Quotidiano con l’inchiesta.

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