Rivoluzione consumi: come è cambiata la spesa dopo il coronavirus

Rispetto ad altri settori quello della Gdo ha subito meno la crisi, anzi le vendite sono aumentate ma anche le tendenze.

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Sai a chi e cosa paghi quando fai la spesa?

Dal mese di marzo, quando è iniziato il lockdown, i supermercati hanno vissuto una vera e propria rivoluzione che tutt’oggi ha cambiato il modo di approcciarsi alla grande distribuzione. Durante il lockdown, gli italiani si sono dovuti abituare alle lunghe file per entrare al supermercato, indossare mascherine, fare attenzione a non toccare superfici e prodotti senza guanti, regole che hanno dato una spinta alle vendite online ma anche l’impennata di richieste di prodotti vari spesso introvabili. 

Più risparmio e boom del commercio online

Anche dopo le riaperture, fare la spesa e andare al supermercato non è più come prima, molto è cambiato a partire dalla spesa online, il boom dell’e-commerce e la voglia di risparmiare con la crescita di discount e superstore. Rispetto ad altri settori, è chiaro che quello della Gdo è quello che ha subito meno la crisi, anzi le vendite sono aumentate ma anche le tendenze. Secondo Romolo de Camillis, retailer service director di Nielsen Connect in Italia: “Abbiamo quasi alle spalle la prima metà di questo 2020, e la Gdo chiuderà il semestre con circa il +7% delle vendite. Per i prossimi mesi stiamo osservando un cambiamento nelle dinamiche tra i canali: rallenta la prossimità, mentre discount e specialisti drug sono i ‘nuovi’ best performers a cui stiamo guardando con interesse per capire quanto e in che modo raccoglieranno le preferenze dei consumatori. L’e-commerce, invece, prosegue la corsa”.

Più prodotti a basso costo

Le chiusure dei negozi, la tendenza ad accumulare per paura e fare scorte di certi prodotti ha certamente contribuito ad un boom della grande distribuzione ma ha anche accelerato la crescita sostanziosa dello shopping online. Gli italiani però hanno anche iniziato ad acquistare prodotti a basso costo come lieviti, farine, alimenti in scatola, pizze confezionate, carni in scatola, piselli conservati etc con una certa attitudine al risparmio, segno che nonostante tutto il potere di acquisto e la voglia di spendere è venuta meno.

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