Privilegi casta: consulenze d’oro affidate dai ministri a compagni di partito non rieletti

I privilegi della casta non finiscono con i mandati parlamentari, ci pensano gli amici a consentire agli ex compensi da capogiro nonostante la non rielezione.

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I privilegi della casta non finiscono con i mandati parlamentari, ci pensano gli amici a consentire agli ex compensi da capogiro nonostante la non rielezione.

I privilegi dei parlamentari non finiscono neanche quando diventano ex: una volta abituati a stipendi d’oro, bonus, rimborsi non è facile rinunciare ad avere un ruolo nella casta. Ed ecco che allora i vari ministri cercano di coinvolgere compagni di partito, ex parlamentari non rieletti, con consulenze pagate a peso d’oro. Anche se si parla di tagli alle spese con la riforma della PA, e tra questi proprio quelli destinati alle collaborazioni, sembrerebbe che i ministri dell’esecutivo di Matteo Renzi proprio non ce l’abbiano fatta a lasciar fuori gli amici e hanno ripescato chi non è riuscito a farsi rieleggere, chiamandoli a collaborare con il governo e assicurando loro retribuzioni che si avvicinano molto a quelle che avevano quando sedevano sui seggi del Parlamento. Uno dei ministri che ha cercato di coinvolgere una compagna di partito è Angelino Alfano, nonostante il suo cavallo di battaglia sia da sempre quello di “tagliare la spesa per finanziare il taglio delle tasse”. Non è certo per tagliare la spesa che l’ex deputata Sabrina De Camillis, Ndc, è stata nominata consigliere per le politiche di coesione per gli affari territoriali per una consulenza che costerà 70mila euro l’anno fino alla fine del mandato dell’esecutivo. Ma non basta, forse 70mila euro l’anno sembravano troppo pochi. E allora anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha pensato “aiutare” la De Camillis nominandola suo esperto per “le iniziative connesse alla riforma del Titolo V e per le attività di prevenzione, con particolare riferimento alla sicurezza alimentare e alle patologie croniche strettamente connesse con l’alimentazione” con un compenso di 30mila euro l’anno. Un compito impegnativo anche se ci si chiede cosa possa legare il federalismo all’alimentazione e come la De Camillis possa essere esperta a tal punto su entrambi i fronti da poter fornire le consulenze che servono al governo. Con questo doppio incarico l’ex deputata si è assicurata per tutta la durata del governo renzi, un compenso annuo di 100mila euro lordi, sicuramente meno di quello che avrebbe percepito se fosse stata rieletta. Sempre da Angelino Alfano hanno trovato un compito di consulenza Giuseppe Lanzillotta, compenso 65mila euro, e Giuseppe Pizza (41.600 euro). Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti, ha nominato suo esperto di fiducia “per l’approfondimento delle problematiche inerenti l’autotrasporto ed il trasporto merci e concernenti il miglioramento dell’efficienza del trasporto pubblico locale, nonché per i rapporti con il Cipe” Rocco Ghirlanda(Ndc) con un compenso di 60mila euro l’anno. Ghirlanda nel 2013, quando era sottosegretario ai Trasporti proprio sotto il ministero Lupi, fece una vera e propria “dichiarazione d’amore” al ministro “Ho avuto modo di lavorare a strettissimo contatto con Maurizio Lupi, che ritengo un ministro straordinario. Spero che voglia continuare ad avermi al suo fianco”. Lupi poteva non accontentarlo? Per par condicio anche la sinistra ha agito allo stesso modo e il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina ha nominato capo della sua segreteria il non eletto Angelo Zucchi del Pd con un compenso di 66.730 euro. Il ministro Andrea Orlando ha nominato consulente giuridico Giulio Calvisi, anche lui non eletto, con un faraonico contratto di 100mila euro.

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