Nuovo Dpcm e le deroghe agli spostamenti per i piccoli Comuni penalizzati

Le Regioni non concordano sul divieto di spostamento tra Comuni a Natale, sopratutto per quelli piccoli penalizzati.

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Le parole del premier Conte durante la diretta di ieri sera, in cui ha elencato i punti cardine del nuovo Dpcm valido da oggi, hanno alimentato accese polemiche in rete. In particolare, a scatenare il malcontento delle persone è la decisione di vietare gli spostamenti da un Comune a un altro nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. La questione è semplice: perché sono permessi gli spostamenti all’interno di un comune come Milano, con oltre un milione di abitanti, e non è invece consentito a una popolazione di neanche diecimila persone di spostarsi in un comune limitrofo per festeggiare con i propri cari il Natale e il primo dell’anno? Nelle ultime ore però sembra che si possa aprire qualche spiraglio, vediamo perché.

Il Cts chiede una deroga per spostarsi dai piccoli Comuni

Secondo quanto riferisce Il Corriere della Sera, il Comitato tecnico scientifico avrebbe chiesto al governo una deroga per consentire gli spostamenti dai piccoli Comuni. Nell’articolo pubblicato online dal Corriere non viene però specificato cosa il Cts intenda per “piccolo Comune”, vale a dire quanti abitanti deve avere per essere considerato “piccolo” e rientrare così in un’eventuale deroga.

D’altronde, nella giornata di ieri non si è parlato di deroghe, quindi non è detto che il governo abbia già preso una decisione definitiva sull’argomento. La logica vorrebbe che l’esecutivo nazionale accolga la richiesta sensata formulata dal Comitato tecnico scientifico, il quale già in passato aveva evidenziato come le criticità maggiori per il veicolamento del virus fossero i mezzi pubblici e gli assembramenti.

Le parole di Zaia

Anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva fatto notare che il provvedimento sul divieto di spostamento tra Comuni penalizza i piccoli centri: “Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono bloccati quelli fra le regioni ma soprattutto, il 25, 26 dicembre e 1 gennaio non ci si sposta più tra i comuni. Così si aprono due scenari: quello di natura umana, più importante, perché non è permessa nessuna ricongiunzione tra parenti se non abitano nello stesso comune. Non si possono mettere sullo stesso piano piccoli comuni, come i nostri del Veneto e i grandi comuni per limitare gli spostamenti: la salute pubblica è in pericolo se si spostano i 120 abitanti del comune di Laghi, il più piccolo del Veneto, così come se lasci spostarsi liberamente 3 milioni di abitanti del comune di Roma, che sono il doppio di quelli del Friuli Venezia Giulia.

Questo non è giusto. E vorrei che me lo spiegassero i tecnici del Cts. Non è una polemica con Roma, voglio solo dimostrare che la norma non sta in piedi”.

Vedremo dunque nei prossimi giorni se e come il governo accoglierà le richieste del Cts, l’organismo costituito all’inizio dell’emergenza coronavirus dallo stesso Presidente del Consiglio per avere una guida scientifica e decidere così su una base solida la strategia da attuare per mettere un freno alla pandemia nel nostro Paese.

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