I nuovi progetti di Ryanair in Italia: 30 nuove rotte dal 2020 e il ‘no’ alla tassa sui biglietti aerei

Intanto cresce il numero di viaggiatori che decidono di spostarsi in aereo ma le casse delle compagnie non sempre vanno di pari passo.

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Ryanair passaporto vaccinale

Continua la scalata di Ryanair nel nostro paese nonostante le tante polemiche, soprattutto durante l’ultimo anno, relative alla politica del bagaglio a mano e la priorità. Durante un’intervista a Il Corriere, il nuovo ad della compagnia irlandese, Eddie Wilson, ha parlato dei progetti di Ryanair in Italia annunciando nuove rotte per il prossimo anno e si è espresso anche su una possibile tassa sui biglietti aerei, ritenuta da egli inefficace. 

I grandi piani di Ryanair in Italia 

Il colosso dei voli low cost ha annunciato il lancio di 30 nuove rotte dall’Italia a partire dall’estate 2020. Occhi puntati anche sul mercato del lavoro e più nello specifico sulla situazione dei piloti che ad oggi tendono a lasciare meno la compagnia rispetto al passato, segno che Ryanair offre sempre più garanzie di lavoro. Come riporta Agi, secondo Eddie Wilson Ryanair è la compagnia aerea con le tariffe e i costi più bassi in Europa. Siamo numeri uno in Europa con 157 milioni di passeggeri previsti quest’anno con l’obiettivo di raggiungere 200 milioni entro il 2024. Siamo presenti in 256 aeroporti e copriamo 2.100 rotte”. Tra le nuove rotte i tre voli per Agadir, Marsiglia e Tblisi da Milano Bergamo, a cui aggiungere gli incrementi per voli gettonati come Londra Stansted e Lisbona. Da Bologna si volerà verso Cefalonia, Fuerteventura, Katowice, Kutaisi, Santander, Tel Aviv e Trapani. E ancora da Milano Malpensa a Manchester, da Palermo a Bordeaux, Cracovia, Francoforte e Tolosa mentre da Catania verso Bruxelles, Katowice e Budapest.

Traffico aereo in salita ma le casse meno

Intanto cresce il numero di viaggiatori che decidono di spostarsi in aereo ma le casse delle compagnie non sempre vanno di pari passo.

Secondo la International Air Transport Association, infatti, bisogna ancora fare i conti con i bilanci precari. Sempre secondo la Iata, in base ad un rapporto relativo al mese di luglio, un aumento del traffico aereo c’è stato seppur in frenata, una causa imputabile sicuramente alla crescita debole di alcuni paesi e le relative conseguenze. A pesare anche l’impatto delle big four: “Più della metà dei profitti del settore aereo europeo è generata da Ryanair, Iag, Air France-KLM e Lufthansa. Le quattro grandi d’Europa hanno generato rendimenti per gli investitori comparabile con le principali compagnie aeree del Nord America” ha dichiarato Iata nel rapporto, come ha di recente riportato Agi in un articolo. Dunque, tornando a parlare di una tassa sugli aerei, per le compagnie questa potrebbe davvero rappresentare un grosso problema. 

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