Ethereum 2, opportunità di guadagno con lo staking delle crypto

Ethereum è la seconda criptovaluta più diffusa al mondo dopo Bitcoin e la sua versione aggiornata può fare guadagnare grazie allo staking

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Quando parliamo di mondo delle crypto, ci viene in mente per prima cosa Bitcoin, senz’altro il token digitale più popolare al mondo. Tuttavia, Ethereum attira moltissimo interesse sul mercato, anche perché è utilizzato per gli “smart contract”. Sono contratti che si auto-adempiono, per questo definiti “intelligenti”. Nei prossimi mesi, arriverà un aggiornamento della blockchain di Ethereum, così da migliorare l’efficienza, la velocità e la scalabilità della rete ed evitare la formazione di colli di bottiglia, aumentando il numero delle transazioni nell’unità di tempo.

Ed ecco che si parla di Ethereum 2, praticamente un upgrade dell’attuale criptovaluta. In totale, ve ne sono oggi in circolazione 120 milioni. Su base annua, in questi giorni segnava un rialzo del 70% a oltre 2.500 euro. La notizia più interessante riguarda il fatto che più di una settimana fa, risultava che gli Ethereum messi in staking in attesa della nuova versione avessero superato la soglia dei 10 milioni, pari a oltre 25 miliardi di euro, oltre l’8% di tutta l’offerta disponibile.

Guadagnare con Cryptosmart tenendo token in portafoglio

Di staking vi abbiamo già parlato grazie all’iniziativa di Cryptosmart, piattaforma exchange completamente italiana con sede a Perugia. Essa offre questo nuovo servizio, che consente agli utenti di guadagnare. Come? Semplicemente mantenendo in portafoglio una parte delle criptovalute possedute. Esse saranno utilizzate dalla società per il cosiddetto Proof-of-Stake, un processo di validazione dei blocchi alternativo al Proof-of-Work. Da quest’ultimo si distingue per essere molto meno inquinante, dato che i validatori sono scelti sulla base della quantità di crypto detenuta e sono remunerati con l’erogazione di nuova criptovaluta in percentuale di quella utilizzata per la validazione.

Esistono due tipologie di Proof-of-Stake.

La prima consiste nella partecipazione al processo solamente dei nodi, la seconda nella partecipazione di tutti gli utenti tramite delega dei propri token ad un nodo (Delegated Proof-of-Stake). Ed è qui che Cryptosmart consente ai propri utenti di guadagnare. Per partecipare al processo di validazione, la società ha bisogno di token, per cui li prende a prestito dai clienti, i quali non perdono assolutamente la titolarità delle criptovalute messe in staking. Queste operazioni possono avvenire con Ethereum, Cardano e Polkadot.

La distribuzione dei premi avviene ogni sabato per Ethereum e Polkadot, ogni 5 giorni per Cardano. Le percentuali riconosciute da Cryptosmart ai clienti vanno da una media del 5% per Ethereum e Cardano a più del 10% per Polkadot. E al netto della commissione del 20% trattenuta dalla società per pagare le spese gestionali. In pratica, i clienti non devono fare altro che “congelare” per un periodo di tempo i token in portafoglio. Considerando la tendenza rialzista che essi dimostrano di avere nel lungo periodo, non si tratta certo di un grosso sacrificio.

 

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