Ballarò, puntata del 20 novembre 2012: un anno di Governo Monti, dove eravamo, dove siamo e dove saremo

La crisi vista dal basso: mutui, mattone, violenza in piazza

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La crisi vista dal basso: mutui, mattone, violenza in piazza

Ieri sera, martedì 20 novembre, a Ballarò si è tornati a parlare di crisi: in Europa è tempo di bilanci. In Spagna, dopo un anno di governo Rajoy la situazione economica ha visto: taglio Irpef, stop alla detrazione fiscale per acquisto prima casa, congelamento stipendi dei dipendenti pubblici nel 2013 e taglio previsione per l’anno in corso, tagli alla sanità e all’istruzione e operazioni di salvataggio bancario. Dopo la copertina di Crozza  viene mandato anche in onda un servizio che descrive la situazione drammatica in Grecia. Il punto è: ad un anno di governo Monti (Un anno di Monti, Italia sempre più in alto mare) anche l’Italia rischia di fare la stessa fine? Non a caso ospiti della puntata sono tre sindaci: Matteo Renzi (ormai quasi ospite fisso da Floris) in qualità di sindaco di Firenze, il sindaco di Verona Flavio Tosi e Leoluca Orlando (Idv), primo cittadino di Palermo. L’obiettivo è quello di provare a spiegare la crisi vista dal basso, ovvero dalle realtà locali. In studio anche Bruno Tabacci di Alleanza per l’Italia, candidato un po’ in ombra alle primarie del centrosinistra, il responsabile auto della FIOM Giorgio Airaudo, la giornalista Lucia Annunziata e il presidente dell’Istat Enrico Giovannini.   Crisi: l’Italia può fare la fine della Grecia?   Il dibattito inizia con Renzi che appare alquanto ottimista su quanto fatto da Monti e che non ritiene opportuno il paragone con la Grecia. Il nodo della questione, sostiene, nel nostro Paese è quello di affrontare  la quantità e la qualità della spesa pubblica. Non è dello stesso avviso Tosi che accusa i comuni del Sud e del Centro di assumere troppi dipendenti. Tabacci accusa i due sindaci di fare analisi provinciali e sottolinea che l’errore di fondo stia nella cattiva informazione:  la crisi non si supera stampando denaro.   Un anno di Monti in cifre   L’intervento di Enrico Giovannini è l’occasione per riassumere un anno di Monti secondo i dati Istat. In sintesi si riscontrano aumento della disoccupazione, riduzione di investimenti e del reddito, equilibrio delle esportazioni e crollo delle importazioni.  Tuttavia questo, precisa il presidente dell’Istat, non deve farci dimenticare il punto di partenza (le conseguenze, sembra dire, potevano essere notevolmente peggiori). Leoluca Orlando introduce il fenomeno dei ‘nuovi poveri’ e poi pone l’accento sull’andamento non costante del governo Monti: i primi tre mesi hanno rappresentato un grande segnale di cambiamento ma la volontà di rimanere è stato l’errore di base. Non è d’accordo Lucia annunziata secondo la quale il governo Monti NON ha mai avuto l’intenzione di restare solamente tre mesi.   Scontri in piazza: la proposta del numero identificativo sui caschi dei poliziotti   In collegamento Manganelli, capo della polizia, parla del disagio sociale e dei rischi che degeneri in un pericolo per l’ordine pubblico? Le proteste di oggi (Rivolta contro l’austerità: le immagini degli scontri) possono essere solo l’inizio (Scontri Roma: lacrimogeni sulle teste dei manifestanti). Floris chiede l’opinione sulla proposta del numero identificativo sui caschi ma, secondo Manganelli, questo compromesso potrebbe essere accettato solo se condizioni analoghe  fossero imposte anche ai manifestanti. Una frase scioccante passa sottogamba: “L’abbraccio tra il poliziotto e lo studente mi sembra una scena bizzarra“. Lucia Annunziata parla del “problema Roma” dove si concentrano vuoto di potere da un lato e pubblica amministrazione, terzo settore e università, ovvero i tre settori che maggiormente risentono di tagli a misure di austerity. La politica non dovrebbe sottovalutare questo fenomeno.  Tosi difende la Polizia che carica, a suo dire, solo i violenti. Polemica di Renzi sullo stipendio del capo della polizia (621 mila euro) che definisce un segnale che fa male al Paese.   Prestiti bancari: i rischi dei contratti derivati   La stretta dei mutui è del 50%. Rispetto a prima uno su due si vede riconosciuto un mutuo. Le condizioni sono sempre più rigide. Si parla dei rischi dei contratti derivati, proposti, e in alcuni casi imposti, dalla banca come assicurazioni per proteggere le aziende dalla variazione dei tassi di interesse ma che nei fatti finiscono per esporre le piccole imprese a debiti che, con contratti derivati che inglobano i precedenti, aumentano progressivamente. Le imprese italiane sempre più esposte sui derivati: secondo una ricerca di Bankitalia la tendenza è del +64% dall’inizio della crisi. Come dire che invece di combattere il virus che ha portato alla crisi la banca lo promuove.   Mercato immobiliare in Italia: si vendono solo le case di lusso   Il mercato immobiliare ha subito una flessione drastica. Si vendono solo le case di lusso (Vendita immobili pubblici per tagliare le tasse: la solita presa in giro) . Per il resto intere costruzioni restano vuote. Il problema riguarda anche gli affitti. I cartelli restano esposti anche per settimane. L’effetto sui costruttori è notevole: il 20% dei fallimenti riguarda proprio aziende edili. Molti i casi di immobili pignorati e venduti all’asta. Solo nel 2011 in Italia ci sono stati 42 mila pignoramenti e purtroppo la tendenza appare in crescita. La paura è quella di fare la fine della Spagna dove le banche sono piene di case che non vendono e non riescono a recuperare i propri soldi.   Le auto blu pagano le multe?   Di fronte al portone della Camera ci sono  75 posti auto riservati ai deputati. Dove parcheggiano gli altri? Il primo semestre del 2012 la voce mobilità nel bilancio è arrivata a un milione e 700 euro tra convenzioni con parcheggi privati, 7300 auto blu, 15 autisti, benzina e manutenzione. Non c’è traccia di multe: tutti diligenti? La verità è un’altra: nel 90% dei casi le contravvenzioni non vengono pagate e contestate per motivi di “servizio”.   Beppe Grillo futuro premier?   Va in onda un’intervista a Beppe Grillo fatta in piazza ad Aosta. Ironizzando sulla possibilità di candidarsi come premier il portavoce del Movimento 5 Stelle precisa che non potrebbe anche volendo essendo pieno di denunce e processi pendenti (ogni riferimento è puramente causale). Rispetto alla manifestazioni di Roma Grillo auspica la fine di quella che è una guerra tra poveri. Frecciatina sulla legge elettorale su misura.   Libero mercato: quanto costa questa parola sulle bollette?   Con la liberalizzazione del mercato il prezzo dell’energia lo decide il venditore. All’inizio le offerte sono allettanti ma, secondo quanto raccontano alcune signore testimoni, nel giro di meno di un anno i conguagli sono evidentemente svantaggiosi. A dare i consumi effettivi al mercato libero deve essere chi gestisce i contatori ma fino a quel momento il fatturato viene fatto sulla base di acconti calcolati sulla media nazionale. In caso di contratti telefonici il diritto di ripensamento può essere espletato entro dieci giorni.  

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Argomenti: Politica