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Oggi: 03 Gen, 2026

Derrate alimentari meno care e anche il tonfo del dollaro aiuta i consumatori

Le quotazioni internazionali per alcune delle principali derrate alimentari sono in calo dai massimi e il tonfo del dollaro aiuta i consumatori.
6 mesi fa
2 minuti di lettura
Derrate alimentari meno care
Derrate alimentari meno care © Licenza Creative Commons

E’ stata una Pasqua amara quella di aprile, come ben sanno coloro che hanno acquistato uova di cioccolato o altri dolciumi. I prezzi del cacao sono letteralmente esplosi negli ultimi anni e sugli scaffali dei negozi hanno raggiunto il culmine proprio in coincidenza con la festività cristiana. La buona notizia è che le cose sembrano migliorare. Alcune delle principali derrate alimentari sono diventate meno care. Prendete proprio il cacao. Il prezzo alla tonnellata era arrivato a superare i 12.600 dollari nel dicembre scorso, mentre oggi si aggira attorno agli 8.900 dollari (-30%). Pur restando storicamente elevatissimo – fino al 2022 oscillava attorno ai 2.000 dollari e su base annua segna ancora +15% – l’inversione di tendenza negli ultimi mesi, pur instabile, invia qualche segnale positivo.

Cacao e caffè si allontanano dai massimi

I due terzi dei raccolti arrivano da soli due Paesi al mondo: Ghana e Costa d’Avorio. Diversi fattori hanno inciso negativamente, tra cui le condizioni climatiche e la vetustà delle piantagioni. Il mercato ha già scontato nei prezzi questo scenario avverso. Per il caffè le cause sono sostanzialmente simili, ma i raccolti sono migliorati, specie quelli della qualità Arabica in Brasile. Su base annua questa segna un boom del 33%, mentre dai massimi di febbraio un crollo del 30%. La Robusta, qualità di caffè inferiore, è in rialzo del 15% annuo e in calo del 37% dai massimi di febbraio.

Dollaro debole aiuta i consumatori

Ad attutire i rialzi tendenziali per le derrate alimentari ci sta pensando il tonfo del dollaro. Poiché le quotazioni sono perlopiù espresse nella divisa americana, il rafforzamento dell’euro aiuta noi consumatori. E nell’ultimo anno il segno è positivo per ben il 10%.

Nel caso della Robusta e del cacao, quindi, gli aumenti effettivi si riducono nell’ordine del 5% e diventano più sostenibili.

A conferma del trend positivo per le derrate alimentari ci sono anche i dati FAO. L’organizzazione con sede a Roma ha stimato al mese di maggio un aumento dei prezzi in media del 6% su base annua e un calo dello 0,8% rispetto ad aprile. Nel dettaglio, la carne ha segnato un aumento del 6,8%, i prodotti caseari del 21,5%, gli olii vegetali del 19,1%, mentre i cereali sono diminuiti dell’8,2% e lo zucchero del 6,6%. Rispetto al record storico toccato nel 2022, l’indice segna un crollo dell’11,6%.

Derrate alimentari esposte a tensioni internazionali

I raccolti restano sorvegliati speciali, essendo le derrate alimentari in molti casi concentrate in ristrette aree del pianeta ed esposte a fattori come i cambiamenti climatici e gli scarsi investimenti nel settore agricolo. Dire che il peggio sia definitivamente alle spalle non è possibile. Per il momento possiamo limitarci ad affermare che le quotazioni si sono allontanate dai massimi toccati nei mesi scorsi per prodotti come caffè e cacao. La tregua c’è, seppure possibilmente fragile. L’allentamento delle tensioni geopolitiche la rafforzerebbe, favorendo gli interscambi commerciali e lo stesso trasporto delle merci. L’esempio del grano dopo l’invasione russa è emblematico.

Quotazioni esplose ai massimi storici e a +60% in poche sedute. Da allora segnano (in dollari) -55%.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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