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Oggi: 04 Gen, 2026

Cosa devo fare con 35 anni di contributi per andare in pensione?

Ecco come andare in pensione nel 2026 con 35 anni di contributi e quali regole devono essere necessariamente rispettate.
2 settimane fa
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pensione 2026
Foto © Investireoggi

Una carriera pari a 35 anni di contributi è una carriera che può consentire di andare in pensione nettamente in anticipo rispetto al solito. Siamo di fronte a una carriera sufficiente per andare in pensione nel 2026 e nel 2027 con una misura che riguarda coloro i quali svolgono delle mansioni lavorative usuranti. L’altra misura che consentiva il pensionamento con 35 anni di contributi è stata cessata dal governo e pertanto, nulla da fare più. Parliamo di opzione donna naturalmente. Con 35 anni di contributi quindi oggi rimane solo lo scivolo usuranti. Naturalmente con 35 anni di versamenti in pensione ci può andare chi rientra in tutte le altre misure di pensionamento che prevedono una carriera più corta.

Si va dalla pensione di vecchiaia alla pensione anticipata contributiva e fino all’Ape sociale. Ma ripetiamo, una misura che ha nei 35 anni di versamenti quelli necessari per la pensione, è solo lo scivolo lavoro usurante.

Cosa devo fare con 35 anni di contributi per andare in pensione?

Il problema di fondo per la pensione in regime usuranti però è che per completare la procedura nel miglior modo possibile gli interessati devono sapere alcune cose. E soprattutto devono presentare una domanda di certificazione di diritto nettamente in anticipo. Infatti per la domanda di chi completa 35 anni di contributi nel 2026, tutto era in scadenza il primo maggio 2025. Si tratta della domanda di certificazione del diritto e quindi della domanda propedeutica alla domanda di pensione vera e propria che si va in prossimità del completamento dei requisiti. Per quanto riguarda lo scivolo usuranti i requisiti da centrare oltre ai 35 anni di contributi già citati sono anche quelli anagrafici e di quota.

Per quanto riguarda i requisiti anagrafici è necessario maturare almeno 61 anni e 7 mesi di età. Invece, per quanto riguarda la quota si tratta di quel particolare meccanismo che consente, sommando età e contributi, di arrivare ad una determinata soglia che consente proprio il pensionamento in anticipo. La somma può riguardare anche le frazioni di anno. La quota da raggiungere per la pensione anticipata è pari a 97,6.

Chi sono gli addetti al lavoro usurante

Quindi partendo da 61 anni e 7 mesi di età con quota 97,6 maturata, i 35 anni di contributi possono essere sufficienti per andare in pensione con lo scivolo usuranti. Chi ha presentato domanda per tempo entro il primo maggio del 2025 come dicevamo prima, potrà andare in pensione nel 2026 in maniera normale. Chi invece ha presentato la domanda in ritardo ed in base al ritardo maturato, andrà in pensione con una decorrenza posticipata da 1 a 3 mesi. La pensione anticipata in regime usuranti non è destinata a tutti i lavoratori ma solo a chi svolge determinate attività lavorative. Lavori che nello specifico sono i seguenti:

  • addetti allo smaltimento dell’amianto;
  • lavoratori di gallerie, cave o miniere;
  • addetti a lavori con esposizione alle alte temperature;
  • i palombari;
  • addetti a lavori in spazi ristretti;
  • addetti a lavori in cassoni ad aria compressa;
  • lavoratori notturni;
  • autisti dei mezzi di trasporto pubblico con massa a pieno carico sopra 9 posti;
  • operai della cosiddetta linea catena.

 

Pensione con 35 anni di contributi 2026, attenti alle date

Per quanto detto prima chi matura quota, età e contributi nel 2026, per forza di cose deve presentare la domanda di certificazione entro il primo maggio 2026. In questo modo riuscirà ad evitare di perdere fino a 3 mesi come decorrenza del trattamento. Infatti chi presenta domanda entro i 30 giorni successivi al primo maggio, perde un mese di pensione. Chi invece presenta domanda entro 60 giorni, perde due mesi. Infine chi presenta domanda ancora più avanti con il tempo, perde tre mesi. E rischia di finire fuori dalle risorse disponibili visto che lo scivolo usuranti è una misura che prevede delle risorse limitate ogni anno. E per le domande tardive, l’INPS deve valutare prima le risorse rimaste a disposizione prima di passare ad accogliere nuovi pensionati in anticipo.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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