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Congedo parentale per il padre: cosa fare se madre casalinga, disoccupata o se lavoratrice anche lei

Il congedo parentale spetta anche al padre e non solo alla madre, ma con quali regole e come se la madre è casalinga o disoccupata?
6 Marzo 2026
congedo parentale padre
Foto © Pixabay

Una misura che sta diventando sempre più importante per milioni di famiglie è il congedo parentale. Si tratta di una indennità che è appannaggio sia delle lavoratrici che lavoratori dipendenti. Basterebbe questa semplice definizione citata anche sul sito dell’INPS nell’area dedicata ai congedi parentali, per fugare qualsiasi dubbio riguardo alla possibilità di godere del congedo anche da parte del padre e non solo della madre. Eppure, intorno alla misura aleggiano sempre dei dubbi, soprattutto per quanto riguarda il padre. Perché la regola generale vuole che il congedo spetti a soggetti che naturalmente non sono disoccupati o sospesi. Sembra quindi che tutto sia dedicato alla generalità dei dipendenti (esclusi solo per normativa, i lavoratori domestici e i lavoratori a domicilio).

Ma essendo congedi da prendere per prendersi cura di un figlio, se tra i due genitori c’è chi non lavora, ecco sorgere il dubbio sulla possibilità di congedo per l’altro. Un dubbio che ci manifesta, insieme ad altre domande specifiche sui congedi, un nostro lettore:

“Salve, sono un ragazzo di 31 anni e lavoro per un’azienda privata da 4 anni, con la mia compagna abbiamo deciso di metter su famiglia e siamo in attesa del nostro primogenito. Vorrei sapere se è vero che in caso di moglie/compagna disoccupata anche il futuro papà ha diritto a un periodo di congedo retribuito dopo la nascita del bambino. In caso di quanti mesi si parla? Si può prendere il congedo part-time? E la retribuzione resta la stessa o viene ridotta e in che percentuale? Grazie mille!”

Il congedo parentale tra padre e madre, come funziona la regola generale?

Il congedo parentale è una misura destinata ai genitori e si tratta di un periodo di astensione dal lavoro che resta facoltativo.

Perché nessuno obbliga il lavoratore a sfruttarlo.

Non si tratta di una misura come il congedo di maternità obbligatorio che riguarda solo le madri. O come il congedo di 10 giorni obbligatorio che invece spetta al padre lavoratore. Si può sfruttare fino ai primi 14 anni di età del figlio in caso di nascita. O entro i 14 anni successivi alla data di ingresso in famiglia del figlio adottato o in affidamento preadottivo (ma fino ai 18 anni di età del figlio). Il congedo spetta a entrambi i genitori, ma con regole specifiche che vanno ben comprese.

Il congedo totale tra i due genitori non può superare 10 mesi anche se può arrivare ad 11 mesi se il padre sfrutta almeno 3 mesi anche frazionati. E non ci sono particolari vincoli tra i due genitori che possono sfruttare i congedi anche contemporaneamente.

La madre come regola generale può sfruttare fino a massimo 6 mesi di congedo. Al padre invece spettano massimo 7 mesi se ne sfrutta almeno 3 come detto in precedenza.

Il padre può sfruttare il congedo anche durante la maternità obbligatoria della madre e a far data dal giorno successivo alla nascita del figlio. In assenza di padre o madre, il congedo spetta all’unico genitore presente fino a un massimo di 11 mesi.

Congedo parentale per il padre: cosa fare se madre casalinga, disoccupata o se lavoratrice anche lei

Dal punto di vista degli importi, il congedo spetta in misura pari al 30% della retribuzione di base percepita dal lavoratore in astensione facoltativa dal lavoro. Ma per i primi 3 mesi di congedo (sui 10 o 11 totali), indipendentemente che li fruisca la madre o il padre, si può chiedere il congedo all’80% della retribuzione.

Ma i tre mesi all’80% vanno sfruttati entro i 6 anni di età del figlio. O entro i 6 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o in affidamento. L’indennità è calcolata sulla retribuzione media giornaliera del mese precedente l’inizio del periodo di congedo.

Ecco in definitiva come funziona il congedo parentale del padre

In base alle regole generali quindi, ogni genitore ha diritto a 3 mesi di congedo che non può cedere all’altro. Per rispondere al nostro lettore, non ci sono ostacoli normativi a godere del congedo anche se la madre è casalinga. Oltre ai 3 mesi che spettano a lui e solo a lui (anche all’80% prima descritto), ne può sfruttare altri 3 che sono quelli utilizzabili alternativamente tra i due genitori.

Con un mese aggiuntivo in più, come detto prima, per il padre che ne ha sfruttati almeno 3 anche discontinuamente. Ci sono sentenze che avvalorano quanto detto, anche se – sia nelle istruzioni sui congedi presenti sul sito dell’INPS che nelle FAQ sui congedi – non ci sono informazioni che riguardano il caso del nostro lettore.

Il congedo può essere percepito anche a ore. Ma in questo caso bisognerebbe verificare le regole del CCNL collettivo di riferimento se presente nel settore lavorativo dei genitori. In assenza di CCNL che stabilisca le modalità di fruizione del congedo e le regole di calcolo in caso di congedo orario, si segue la regola generale. Questa prevede il congedo per la metà delle ore di lavoro svolte in media nel mese precedente quello di inizio del congedo.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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