Ferrari: eccellenza italiana da inserire in portafoglio o utilizzo dei certificati?

Dall'analisi di Ferrari, eccellenza italiana nel settore delle auto di lusso, sembrano cogliersi spunti di ulteriore rialzo e/o di consolidamento della corsa fatta finora. Lo inseriresti in portafoglio o utilizzeresti certificati? A seguire le analisi corredate da spunti operativi.

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Dall'analisi di Ferrari, eccellenza italiana nel settore delle auto di lusso, sembrano cogliersi spunti di ulteriore rialzo e/o di consolidamento della corsa fatta finora. Lo inseriresti in portafoglio o utilizzeresti certificati? A seguire le analisi corredate da spunti operativi.

Ferrari è l’eccellenza italiana leader mondiale nel segmento lusso dell’automotive, attiva nell’ideazione (disegno e progettazione), produzione e vendita delle auto sportive di lusso ad elevate prestazioni più conosciute al mondo. Forte del patrimonio ingegneristico e del design italiano, il suo nome viene subito associato al marchio più titolato nel campionato del mondo di Formula 1.

Dopo una breve analisi di tipo tecnico e fondamentale andremo a presentare i due bonus cap selezionati, con i seguenti ISIN: DE000HV45UW3, DE000HV45XQ9, LU2035287288

Analisi tecnica e fondamentale

A seguire la situazione grafico-tecnica del titolo ferrari aggiornata al 15/01/2020:

 

Il titolo ha segnato un 2019 da urlo con prezzi saliti di circa il 73%, mentre ad oggi il rally non si è  ancora arrestato mettendo a segno circa un +81%. Dall’inizio della quotazione di Ferrari l’unico anno non troppo positivo è stato il 2018, esercizio caratterizzato da una fase di distribuzione laterale ad alta volatilità terminata con un ribasso del titolo praticamente ai livelli di partenza di inizio 2018.

Dai minimi di Febbraio 2016 ad oggi il titolo ha invece messo a segno una straordinaria salita di circa il +460%, e ad oggi si trova in zone di prezzo che segnano i massimi storici (intorno alle….il titolo mostra un prezzo di circa): mancando ogni riferimento di tipo grafico a livello tecnico è difficile fare ipotesi di ulteriore salita del prezzo ma se volessimo identificare una soglia obiettivo possiamo semplicemente proiettare 1 a 1 il trend di brevissimo periodo (circa gli ultimi 6 giorni borsistici), vedendo i corsi salire oltre la soglia dei 160 tondi a circa 162,30 euro.

Dal 2016 al 2018 Ricavi, Mol (Margine Operativo Lordo), Ebit ed Utile netto sono cresciuti costantemente, segno della capacità di Ferrari di affrontare nuove sfide e sempre all’avanguardia con i nuovi modelli sfornati, nonché di fiducia-affezione dei clienti al marchio, della capacità di contare su una sana gestione operativa in grado di assorbire i costi e generare reddito per gli azionisti. Dai dati forniti da Evaluation.it la situazione passata è stata la seguente (Immagine 2): esplosione e stabilità dei ricavi, mentre si scorge una costante crescita del MOL, del RO e del Risultato Netto.

Immagine 2

Sempre stando ai dati di Evaluation.it il Roe dei 3 suddetti anni si è attestato al 121,20% nel 2016 per poi scendere al 68,55% nel 2017 e al 58,10% nel 2018; il Roi è stato invece pari al 34,42% nel 2016, al 39,81% nel 2017 e al 33,13% nel 2018. Nonostante il calo riscontrato nei due indici di bilancio i valori sono ancora molto alti e meritano attenzione.

Queste sono invece le stime  fornite da Market Screener (Immagine 3) ed il Consensus raccolto da quest’ultimo (Immagine 5) e da Investing (Immagine 5)

Immagine 3

Immagine 4

Immagine 5

Come si può vedere le stime pubblicate da Market Screener in collaborazione con S&P Global Market Intelligence (per il 2019, 2020 e 2021) indicano una crescita costante dei ricavi e della redditività operativa, con l’utile netto che scende nel 2019 per poi riprendere a crescere nel 2020 e nel 2021. Il consensus raccolto (13 analisti), indica 4 buy, 3 overperform, 2 hold, 1 sell e 2 senza opinione, con target price medio a 154,63 euro.

Il consensus raccolto da market screener indica una raccomandazione complessiva orientata fra “Buy”  e “Hold” , con un target price medio poco sotto le attuali quotazioni, mentre il consensus raccolto da Investing indica un target price medio a 12 mesi in linea con la nostra proiezione (vedi Immagine 1).

In definitiva, in base a quanto analizzato, il 2020 potrebbe essere un anno di ulteriore salita del titolo ma le indicazioni al contempo forniscono anche spunti per ipotizzare un possibile consolidamento della salita fatta finora e, non arrogandoci la presunzione di fare stime molto accurate sul futuro, possiamo fornire spunti d’investimento mediante certificates.

Spunti operativi

Presentiamo in tale ambito 3 diversi certificati:un top bonus doppia barriera, un bonus cap su ferrari e un bonus cap comprendente anche Ubi banca nel basket.

Bonus Cap (ISIN: DE000HV45UW3)

Questo certificato ha scadenza il 23/12/2020 e data di fixing finale al 16/12/2020, strike a 140,10 euro, barriera al 75% (105,075 euro) e Bonus uguale al Cap del 112% (112 euro di bonus con prezzo corrispondente a 156,912 euro).

Essendo acquistabile in lettera a 106,48 euro il potenziale rendimento a scadenza è del 4,99% (5,44% annualizzato), mentre dalle quotazioni attuali a 154,45 euro la distanza dalla barriera è di circa il 32%, che sembrerebbe essere ben protetta da livelli inferiori di prezzo abbastanza significativi

Bonus Cap su Ferrari e Ubi Banca (ISIN: DE000HV45XQ9)

Volendo inserire un ulteriore driver di rischio abbiamo selezionato un bonus cap che come sottostante ha anche Ubi Banca nel Basket.

Il certificato scade il 23/09/2020 ed ha fixing finale al 16/09/2019 con bonus e cap al 120,5%, strike di Ferrari ed Ubi rispettivamente a 137,20 e 2,533 euro e barriere rispettive al 70% (96,04 e  1,7731 euro). Alle quotazioni attuali  di Ubi (+1,70%% a 2,876 euro, intorno alle 12:26) la distanza dalla barriera è di circa il 38,3%, mentre quella di Ferrari (154,45 euro) è di circa il 37,8%. Dato che il certificato è ora acquistabile in lettera a 113,87 euro l’upside potenziale è di circa il 5,82% (circa 8,8% annualizzato)

Questo è il quadro grafico di Ubi Banca aggiornato al 15/01/2020:

La barriera (linea tratteggiata blu) cade ben al di sotto dei minimi del 2019 e anche sotto a quelli del 2017, ed è stata toccata nel lontano 2016 ed ancora prima nel 2013. Da agosto 2018 Ubi si trova visibilmente in salita, con la prima trend line (linea nera) rotta a ribasso che corrisponde anche al primo prezzo obiettivo a 3 euro. Attualmente i prezzi si trovano a ridosso della seconda trend line che corrisponde al primo supporto individuato a circa 2,84 euro. Gli altri valori significativi che possono fungere da supporto sono rispettivamente in zone a circa 2,67, 2,5, 2,27 e 2,1 euro; specularmente, gli altri prezzi obiettivo sono posizionati a circa 3, 3,15, 3,4 e 3,73 euro.

Corridor (ISIN: LU2035287288)

Volendo rischiare un pò di più, per i più propensi al rischio, abbiamo selezionato un corridor con scadenza 19/06/2020 e barriera superiore/inferiore a 190/115 euro, acquistabile in lettera a 8,63 euro e che promette un rimborso a 10 euro in caso di andamento laterale contenuto fra i due livelli: a questo prezzo il potenziale rendimento è di circa il 13,7% (circa 35,3% annualizzato)

 

Nota Bene: il trading può comportare rischi significativi per il capitale, con perdite che potrebbero in alcuni casi eccedere il capitale iniziale. È pertanto fondamentale assicurarsi di aver compreso tali rischi. Le informazioni presentate in questo sito non sono in alcun modo da intendersi come sollecito all’investimento e sono rivolte ad un pubblico indistinto, non rappresentando in alcun modo attività di consulenza finanziaria. Ogni decisione di investimento è sotto la piena ed esclusiva responsabilità del lettore. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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