All’asta tenutasi nella giornata di ieri, il Tesoro ha raccolto tutti i 3,5 miliardi di euro preventivati con il CcTeu 15 aprile 2035 (ISIN: IT0005680753) e ha attirato ordini per 5,21 miliardi. Il rapporto di copertura è stato, quindi, di 1,49 e in calo da 1,58 di un mese prima. In forte rialzo è stato, invece, il rendimento per questo bond indicizzato all’Euribor a 6 mesi e con spread di 0,80%. Il prezzo di aggiudicazione è precipitato a 98,75 centesimi dai 101,47 dell’asta precedente. E non poteva essere altrimenti, dato l’andamento del titolo sul mercato secondario.
Rendimento del CcTeu legato all’Euribor con le ali
Abbiamo provveduto a calcolare il rendimento del CcTeu al netto dell’Euribor a 6 mesi e abbiamo trovato che esso sia salito allo 0,95% dallo 0,63% del 27 febbraio scorso. Il BTp con cedola fissa e simile scadenza offriva ieri un rendimento in area 3,95%, per cui la differenza tra i due si aggirava in area 3%. All’asta del mese prima, era di poco superiore al 2,50%.
Cosa significa? Il mercato si aspetta che i tassi di mercato salgano nella media dei 9 anni all’aprile 2035 di circa lo 0,50% rispetto ai loro livelli attuali e della medesima percentuale rispetto solamente a quanto previsto un mese fa.
L’Euribor a 6 mesi si attestava ieri al 2,50% contro il 2,13% di fine febbraio. La forte risalita si deve alle più alte aspettative d’inflazione con la guerra in Iran. Il blocco dello Stretto di Hormuz impedisce da un mese alle navi di trasportare petrolio (e non solo), facendone esplodere le quotazioni internazionali insieme a quelle del gas europeo. I primi rincari sono arrivati immediatamente alla pompa e a breve saranno visibili in bolletta.
E come insegnano i fatti del 2022, ci vuole poco perché si trasmettano all’intero paniere dei beni e dei servizi, alimentando aumenti generalizzati.

Cedola semestrale attesa in rialzo
Il CcTeu 2035 staccherà cedola semestrale di 1,468% in data 15 aprile. Quella che sarà messa in pagamento ad ottobre, verrà ricalcolata in base all’andamento dell’Euribor a 6 mesi in data 13 aprile. In base alle attuali condizioni di mercato, dovremmo attenderci un rialzo in area 1,65%. Del resto, il mercato ormai sconta quasi 3 rialzi dei tassi di interesse entro fine anno nell’Eurozona. Un mese fa, le aspettative erano per una prima stretta monetaria solamente nell’estate del 2028.

giuseppe.timpone@investireoggi.it