L’emissione dei titoli di stato a medio-lungo termine, che si terrà questo giovedì 28 maggio, vedrà il Tesoro italiano cercare di raccogliere sul mercato capitali fino a 10,5 miliardi di euro. Un’asta pesante e che avrà ad oggetto cinque bond, di cui nessuna prima tranche. Tra questi ci sono il CcTeu 15 aprile 2036 (ISIN: IT0005707689) e il CcTeu 15 aprile 2035 (ISIN: IT0005680753). Nel primo caso, si tratta della terza tranche ed è di esso che ci occuperemo.
CcTeu 2036: aspettative sui tassi
L’obiettivo della raccolta è stato fissato in un minimo di 1,5 e un massimo di 2 miliardi. La sua prima emissione risale ad appena un mese fa. Come sappiamo, si tratta di un titolo di stato con cedola agganciata all’Euribor a 6 mesi.
Nello specifico, vi aggiunge uno spread dello 0,80%. Può essere un modo per investire sfruttando l’andamento futuro dei tassi, mentre per gli analisti diventa un termometro per misurare le aspettative del mercato riguardo al costo del denaro a medio-lungo termine.
Il CcTeu 2036 si acquistava ieri a 100,30, cioè leggermente sopra la pari. A questi valori, offriva un rendimento lordo dello 0,77%, escludendo la componente Euribor. Poiché il BTp 2036 con cedola fissa rendeva ieri il 3,66%, emerge una differenza del 2,89%. Questo è il cosiddetto tasso di “breakeven”, ossia quello che rende equivalente investire in titoli con cedola fissa o con cedola legata ai tassi. Ieri, l’Euribor a 6 mesi era al 2,55%. Questo significa che il mercato si aspetta un livello di circa un terzo di punto percentuale più alto nella media del prossimo decennio.
Cedola semestrale in corso
Per il semestre in corso il CcTeu 2036 staccherà in ottobre una cedola dell’1,645%. Essa è stata determinata sulla base dell’Euribor a 6 mesi vigente in data 13 aprile (2,437%).
Sommandovi lo spread si ottiene il dato annuale, che va suddiviso per 360 giorni e moltiplicato per i giorni effettivi del semestre. Il prossimo aggiornamento avverrà con riferimento al valore vigente in data 13 ottobre 2026, sempre due giorni lavorativi antecedenti l’inizio del periodo cedolare.
Rischi da sovrastima dei tassi
In un contesto di rialzo dei tassi, bond come il CcTeu 2036 possono servire per cercare di incassare cedole più sostanziose. Il rischio è che il mercato sovrastimi il livello dei tassi e, pertanto, il monte-cedole risulti alla scadenza inferiore a quello che si sarebbe ottenuto investendo nel bond ordinario di pari durata. Negli ultimi mesi, a causa della ripresa dell’inflazione con il caro energia provocato dalla guerra in Iran, il mercato sconta un rialzo dei tassi di interesse nell’Eurozona sin dal prossimo mese di giugno. Fino a fine febbraio scorso, valutava una prima stretta monetaria solo da metà 2028. Un buon esempio di come le aspettative mutino in fretta sulla base di eventi imprevisti.
giuseppe.timpone@investireoggi.it