Venerdì 27 febbraio il Tesoro svelerà i tassi delle cedole step-up per il BTp Valore 2032 in emissione dal 2 al 6 marzo prossimo. Questi potranno essere confermati o rivisti al rialzo al termine del collocamento, qualora le condizioni di mercato lo rendessero necessario. Sappiamo già che i sottoscrittori godranno di un premio fedeltà dello 0,8% alla scadenza, mentre i tassi saliranno ogni due anni. Rispetto a quando è stato annunciato il collocamento, sul mercato obbligazionario italiano non sono state registrate grosse variazioni. I rendimenti sono tendenzialmente scesi lungo la curva. Nella giornata odierna, il BTp marzo 2032 cedola fissa 1,65% (ISIN: IT0005094088) offre meno del 2,80% contro il 2,90% offerto nel giorno dell’annuncio.
Cedole BTp Valore 2032, confronto con tassi forward
Quel che è certo, è che il Tesoro non potrà sfuggire alle condizioni di mercato. Dovrà fissare le cedole in misura tale da garantire agli obbligazionisti un rendimento medio, durante la durata dell’investimento, non inferiore a quello del BTp con cedola fissa e scadenza simile. E come calcolare il “salto” tra un tasso biennale e il successivo? In pratica, quale potrà essere l’incremento tra il primo e il secondo tasso e tra il secondo e terzo?
L’analisi può essere effettuata guardando alle edizioni precedenti, cosa che abbiamo già fatto. Può e deve tenere conto, però, anche della curva dei tassi “forward”. Dovete sapere che il mercato segnala con largo anticipo le sue previsioni sui tassi futuri nell’Eurozona. Lo fa attraverso i contratti “forward” aventi ad oggetto l’Euribor a 3 mesi, che segue l’andamento dei tassi fissati dalla Banca Centrale Europea sui depositi bancari. Il confronto tra queste aspettative e le cedole del BTp Valore è fondamentale per capire se il Tesoro stia proponendo un prodotto che andrà a deprezzarsi o a reggere il prezzo negli anni futuri.
Salto tra biennio e successivo
In altre parole, le cedole dovranno essere fissate di biennio in biennio in modo da risultare in linea con i tassi di mercato. Ovviamente, nessuno ci garantisce che le previsioni siano corrette. Eppure, è con esse che dobbiamo fare i conti. Il mercato si attende che da qui ai prossimi due anni i tassi salgano solo dello 0,30% dal 2% attuale. Dunque, si porterebbero attorno al 2,30%. Questo deve essere un primo riferimento in fase di fissazione delle cedole. Il secondo è quel 2,80% attualmente reclamato dal mercato per un bond della durata di sei anni.
E sempre per le previsioni, i tassi saliranno di un ulteriore 0,40% tra il marzo 2028 e il marzo 2030 fino al 2,70%. Infine, tra il marzo 2030 e il marzo 2032 aumenterebbero di un altro quarto di punto percentuale fino a sfiorare il 3%. Quanto abbiamo ricavato da questi dati, suggerisce il ragionamento seguente: il mercato scommette su un rialzo di circa un quarto di punto nei prossimi due anni, dello 0,40% tra 2-4 anni e dello 0,25% tra 4-6 anni. Occorre che il salto tra il primo e il secondo biennio sia almeno dello 0,40% e tra il secondo e terzo almeno dello 0,25%.
Previsioni cedole alle attuali condizioni di mercato
Se le cedole del BTp Valore saranno prevedranno un “salto” maggiore dei valori sopra indicati, tendenzialmente il bond dovrebbe mostrarsi resiliente in termini di prezzo. L’importante sarà anche partire da livelli adeguati di rendimento. Quali tassi possiamo immaginare?
- 2,50% per i primi due anni
- 2,90% per terzo e quarto anno
- 3,15% per quinto e sesto anno
A queste condizioni, il BTp Valore renderebbe in media il 2,85% all’anno. E sarebbe uno scenario perfettamente compatibile con quello da noi ambito. Nulla vieta che il Tesoro decida di far compiere alle cedole due salti di pari entità. Partire con un primo tasso cedolare relativamente elevato è essenziale per attirare ordini tra le famiglie. I tassi a medio-breve termine si aggirano oggi poco sopra il 2%, per cui qui avremmo un premio almeno nell’ordine di un quarto di punto percentuale.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
