E’ stato un ennesimo collocamento dai numeri record quello tenuto in settimana dal Tesoro tramite un consorzio bancario composto da Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Bank of America, Citibank, Deutsche Bank, Goldman Sachs e JP Morgan per l’emissione del nuovo “benchmark” a 15 anni. Il BTp 1 ottobre 2041 (ISIN: IT0005694630) ha attirato ordini per 157,62 miliardi di euro, a fronte di un importo offerto per 14 miliardi. Il rapporto tra domanda e offerta è stato, quindi, di 11,2. Gli investitori esteri si sono aggiudicati l’83,7% dell’emissione. Il successo dell’operazione ha confermato il forte appeal che in questa fase riscuotono i titoli di stato italiani sui mercati.
BTp 2041 dopo promozione S&P
L’emissione è arrivata dopo l’ottava promozione in un anno da parte delle agenzie di rating a favore dei nostri bond sovrani. S&P ha alzato l’outlook da “stabile” a “positivo”, mantenendo il giudizio di BBB+. Prospetta un possibile upgrade ad A- nel medio termine. Il minore rischio di credito percepito tra gli investitori li sta spingendo ad inserire in portafoglio una percentuale maggiore di titoli del debito italiano. Le scadenze più lunghe risultano più appetibili per via della caccia alla “duration” di queste settimane.
In pratica, fatto salvo che l’inflazione italiana è sotto controllo (in calo all’1% a gennaio) e che il pur elevato rapporto debito/Pil è atteso in calo sin dai prossimi anni, sui mercati sono graditi i bond con scadenze longeve e rendimenti a premio. Un’operazione che si rivelerebbe particolarmente vincente nel caso di un taglio ai tassi di interesse nell’Eurozona.
Cedola corta in aprile
Ma torniamo al BTp 2041. Stacca cedola annuale lorda del 3,95% con cadenza semestrale: 1 aprile e 1 ottobre di ogni anno. Questo significa che la cedola semestrale sarà sempre di 1,975%. Ad eccezione della prima, che sarà “corta”. Già il prossimo 1 aprile gli obbligazionisti riceveranno il primo pagamento. Esso riguarderà i 50 giorni che vanno dalla data di godimento del 10 febbraio fino ad allora e su un semestre di 182 giorni (1 ottobre 2025 / 1 aprile 2026). Ne consegue che il tasso accreditato sarà dello 0,542582%.
Sul conto deposito titoli degli obbligazionisti l’accredito avverrà al netto dell’imposta del 12,50% e sarà, quindi, dello 0,474759: 4,75 euro per ogni lotto minimo di 1.000 euro nominali. A partire dal prossimo 1 ottobre, invece, la cedola semestrale sarà piena e di 17,28 euro netti. Dove acquistare? A giorni il BTp 2041 sarà ammesso alle negoziazioni sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana. Il prezzo di acquisto dipenderà dalla quotazione. Al collocamento il prezzo di aggiudicazione è stato di 99,99 centesimi, praticamente alla pari.
Rendimento netto reale atteso positivo
In base al rialzo di ieri dei rendimenti a 15 anni, è possibile che il BTp 2041 possa costare appena di meno sul MoT al suo debutto. E sarebbe, com’è ovvio, una buona notizia per coloro che volessero inserirlo in portafoglio. La cedola annua netta sarà del 3,456% fino alla scadenza. Al netto dell’imposta di bollo dello 0,20%, un buon 3,25%. Anche sottraendo l’inflazione italiana e stimando che tenderebbe al target BCE del 2% nella media del periodo, l’investimento rimarrebbe proficuo.
Una buona occasione per i “cassettisti”, a patto di avere la possibilità di attendere anche a lungo prima di disinvestire o guardare solo alla scadenza.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
