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Bond Unicredit con cedola mista: ecco il tasso Euribor a 3 mesi di ‘breakeven’

Unicredit ha emesso un bond a 15 anni con cedola fissa per il primo anno e legata all'Euribor a 3 mesi dal secondo anno e fino alla scadenza.
25 Maggio 2026
Bond Unicredit con cedola mista
Bond Unicredit con cedola mista © Investireoggi.it

Unicredit ha emesso un bond destinato al mercato retail e della durata di 15 anni (ISIN: IT0005710782). Sarà negoziato direttamente sul Mercato obbligazionario Telematico e Bond-X di Borsa Italiana. Il taglio minimo è stato fissato a 1.000 euro. Offre una cedola fissa pari al 5,75% per il primo anno. A partire dal secondo anno, invece, la cedola diventa variabile e pari al 150% del tasso Euribor a 3 mesi rilevato due giorni antecedenti l’inizio del periodo cedolare. Tuttavia, essa avrà un “cap” al 5,75% e un “floor” allo 0%. Vediamo cosa significa.

Bond Unicredit: cedola variabile tra cap e floor

Il bond Unicredit non pone problemi di comprensione per il primo anno di vita: l’obbligazionista riceverà in pagamento il 5,75% lordo (4,255% netto) del capitale nominale investito.

Dal secondo anno, incasserà una cedola dipendente dalle condizioni di mercato. Gli converrà che i tassi salgano, così da ricevere un pagamento più alto. Ma oltre una certa soglia, tale pagamento smette di salire. Qual è questa soglia? Il calcolo è semplice da effettuare. Poiché il tasso massimo sarà del 5,75%, frutto del rapporto tra Euribor a 3 mesi e 150% (o 1,50), ecco il risultato: 5,75 : 1,5 = 3,83%.

Questo significa che la cedola del bond Unicredit nei fatti sale fintantoché l’Euribor a 3 mesi non arrivi al 3,83%. Superata tale soglia, la cedola resta fissata nel suo limite massimo. Da quando esiste questo tasso nell’era euro, cioè dall’1 gennaio del 1999, per appena il 23% del tempo ha raggiunto un valore pari o superiore a questa soglia. Dunque, dal punto di vista statistico è poco probabile che l’obbligazionista riceverà cedole pari al cap. Attenzione, però, perché l’andamento dei tassi in passato nulla ci anticipa per il futuro. Inoltre, il mercato si aspetta un rialzo del costo del denaro nell’Eurozona fino a tutto quest’anno e con effetti fino alla prossima primavera.

Tasso di “breakeven”

La buona notizia è che la cedola del bond Unicredit non potrà mai scendere sottozero. Vi può sembrare scontato, ma tenete a mente che dal novembre del 2015 all’estate del 2022 l’Euribor a 3 mesi fu costantemente negativo. Calcoliamo ora il rendimento medio annuo lordo nei due casi estremi, ossia con cedola sempre pari al cap o sempre a zero dal secondo anno fino alla scadenza. Il calcolo è molto semplice: 5,75% nel primo caso e 0,41% nel secondo. Al lordo dell’imposta del 26%.

Viene da chiedersi se, considerate le alternative offerte dalla stessa Unicredit, questo bond possa considerarsi interessante e a quali condizioni. Il “callable” con scadenza febbraio 2041 e cedola step-down (ISIN: IT0005694564) chiudeva la seduta di venerdì scorso ad un rendimento del 3,86%. Affinché questo nuovo bond retail con cedola mista possa fruttare almeno altrettanto, serve che l’Euribor a 3 mesi sia sempre pari o superiore al 2,48%. Infatti: 2,48% x 1,5 = 3,72%. Moltiplicando per 14 anni, fa circa 52% e aggiungendo il 5,75% fisso del primo anno si ottiene una cedola complessiva intorno al 58%. Essa sarebbe pari alla media annua del 3,86%.

Scommessa (rischiosa) sui tassi

L’Euribor a 3 mesi ha esitato un valore almeno pari al 2,48% nel 45% del tempo. Ci sono buone probabilità, quindi, che il bond Unicredit possa almeno pareggiare il rendimento offerto dall’altra emissione con cedola decrescente e pari durata.

Ma il suo inserimento nel portafoglio equivale a scommettere sul futuro andamento dei tassi. E avvertiamo che si tratta di un esercizio molto complicato anche per gli addetti al lavoro, data la stretta connessione con le condizioni macro e le politiche monetarie globali.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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