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Oggi: 06 Gen, 2026

Bollo auto 2026: la guida per l’esenzione con la legge 104

L’esenzione bollo auto 2026 resta attiva per i disabili: regole, limiti e procedure da conoscere per non perdere l’agevolazione
2 settimane fa
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esenzione bollo auto disabili
Foto © Investireoggi

Nel sistema delle agevolazioni fiscali italiane dedicate alle persone con disabilità, l’esenzione dal pagamento del bollo auto occupa un ruolo di primo piano.

Si tratta di un beneficio stabile, previsto dalla normativa nazionale. Salvo interventi legislativi specifici, la misura resta valida nel tempo e si rinnova automaticamente. Anche con l’arrivo del 2026, quindi, l’agevolazione rimane pienamente operativa, ma per poterne usufruire è indispensabile rispettare regole precise e seguire procedure ben definite. Il tema dell’esenzione bollo auto 2026 è, dunque, centrale per molte famiglie.
Chi rientra tra i beneficiari.

Esenzione bollo auto disabili: la domanda per il 2026

La normativa chiarisce il diritto al beneficio di esenzione bollo auto disabili non scatta in modo automatico, ma nasce solo dopo la presentazione di una richiesta formale.

Una volta che la domanda viene accolta, l’agevolazione resta valida anche negli anni successivi, senza la necessità di rinnovarla periodicamente.

Chi ha già ottenuto l’esenzione in passato non deve, quindi, presentare una nuova istanza per il 2026. Diverso è il caso di chi non ha mai fatto domanda: in questa situazione occorre attivarsi rispettando una scadenza precisa, che è fissata entro 90 giorni dalla data ultima prevista per il pagamento del bollo. In assenza di requisiti o di richiesta valida, il tributo resta dovuto secondo le regole ordinarie.

Le caratteristiche richieste al veicolo

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il mezzo di trasporto. L’esenzione non si applica a qualsiasi automobile, ma solo a veicoli che rientrano in specifici parametri tecnici. La legge stabilisce limiti chiari in base al tipo di alimentazione.

Per le auto a benzina, la cilindrata massima consentita è pari a 2.000 centimetri cubici.

Se il veicolo è diesel o ibrido, il limite sale a 2.800 centimetri cubici. Nel caso delle auto elettriche, invece, il riferimento non è la cilindrata ma la potenza, che non deve superare i 150 kilowatt.

L’agevolazione può riguardare sia un veicolo intestato direttamente alla persona con disabilità, sia un’auto registrata a nome di un familiare. In quest’ultimo caso, però, è necessario che il soggetto disabile risulti fiscalmente a carico del proprietario del mezzo. In ogni caso, il beneficio è limitato a un solo veicolo per ciascun nucleo familiare.

A chi e come presentare la domanda

Il bollo auto è un’imposta regionale, e questo significa che la gestione delle esenzioni è affidata alle singole Regioni. La richiesta deve quindi essere indirizzata all’ente competente in base alla residenza. Possibile fare domanda esenzione bollo auto anche in Regioni prive di ufficio tributi.

Come già detto, per il 2026, devono presentare la domanda tutti coloro che non hanno mai usufruito dell’agevolazione negli anni precedenti. Chi, invece, ha già ottenuto il riconoscimento in passato beneficia del rinnovo automatico, senza ulteriori adempimenti.

Nella domanda è indispensabile indicare la targa del veicolo, perché l’esenzione è collegata in modo diretto a uno specifico mezzo. Anche il rispetto dei termini è fondamentale: superare il limite dei 90 giorni può comportare difficoltà, inclusa la richiesta di pagamento con eventuali sanzioni.

In alcune Regioni è possibile presentare la domanda anche tramite l’Automobile Club d’Italia (ACI), ma solo se esiste una convenzione attiva. Questa modalità può semplificare l’iter, ma è necessario verificare preventivamente se il servizio è disponibile sul territorio di residenza.

Esenzione bollo auto disabili: eventi successivi

Un elemento spesso poco conosciuto riguarda la possibilità di spostare l’esenzione su un’auto diversa. Questo può accadere quando il veicolo originario viene venduto, demolito o comunque non è più nella disponibilità del beneficiario.

Il trasferimento è consentito solo dopo che siano trascorsi almeno quattro anni dal momento in cui l’agevolazione è stata riconosciuta. Il nuovo veicolo, che può essere sia nuovo sia usato, deve essere intestato alla stessa persona o al familiare da cui il disabile dipende fiscalmente.

Un’ulteriore condizione riguarda i tempi: la perdita di possesso del vecchio veicolo deve risultare ufficialmente registrata al Pubblico Registro Automobilistico prima dell’acquisto del nuovo mezzo, e l’operazione complessiva deve avvenire entro un mese.

Un sostegno che resta centrale anche nel 2026

L’esenzione bollo auto 2026 si conferma, quindi, come una misura di grande rilievo, pensata per alleggerire il carico fiscale sulle famiglie che convivono con una disabilità.

Conoscere le regole, rispettare le scadenze e verificare i requisiti del veicolo sono passaggi fondamentali per non perdere un’agevolazione che, se correttamente gestita, continua a offrire un supporto concreto e duraturo.

Riassumendo l’esenzione bollo auto disabili per il 2026

  • L’esenzione bollo auto continuerà ad esserci anche nel 2026.
  • Il beneficio spetta solo a chi presenta domanda e possiede specifici requisiti di disabilità.
  • L’agevolazione riguarda un solo veicolo con limiti precisi di cilindrata o potenza.
  • La richiesta va presentata alla Regione entro 90 giorni dalla scadenza del bollo.
  • Chi ha già l’esenzione riconosciuta non deve rinnovare la domanda ogni anno.
  • L’esenzione può essere trasferita su un altro veicolo rispettando tempi e condizioni.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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