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Oggi: 05 Giu, 2026

Bitcoin entra nei bond: Moody’s assegna il primo rating (Ba2)

I Bitcoin ottengono il loro primo rating ufficiale, pur attraverso i bond per cui fungono da collaterale di garanzia. Giudizio Ba2 di Moody's.
2 Aprile 2026
Bitcoin bond, rating da Moody's
Bitcoin bond, rating da Moody's © Investireoggi.it

Un salto di qualità per Bitcoin, che ha appena ricevuto il suo primo rating ufficiale per via indiretta tramite il bond che sarà emesso e per il quale fungerà da collaterale di garanzia. L’agenzia Moody’s ha assegnato il giudizio Ba2 alla prossima emissione della New Hampshire Business Finance Authority, un ente finanziario semi-pubblico. Il piano è stato messo a punto nel 2025 e dovrebbe essere finalizzato a breve. In base a tale valutazione – due gradini sotto il livello più basso dell’area “investment grade” – l’operazione è da considerarsi “speculativa”, cioè ad alto rischio di credito a causa della “volatilità” dell’asset sottostante.

Bond Bitcoin sovra-collateralizzato

L’ente finanziario si propone di raccogliere 100 milioni di dollari in due tranche, garantite da un prestito a sua volta coperto da Bitcoin. L’emissione si distingue dai tipici bond municipali, in quanto non intacca fondi pubblici, cioè non è garantita dalle imposte dei contribuenti. Per la precisione, il bond sarà sovra-collaterizzato al 160% del suo valore nominale da Bitcoin. E nel caso in cui il rapporto scendesse sotto 140%, l’obbligazione verrebbe prontamente rimborsato vendendo la criptovaluta.

La scadenza è fissata per il 2029 e periodicamente gli obbligazionisti riceveranno una cedola pagata dal debitore. BitGo fungerà da custode di Bitcoin, cioè manterrà in un wallet sicuro l’asset che garantisce il bond. Il fatto straordinario consiste nell’assegnazione per la prima volta di un giudizio da parte di un’agenzia di rating. Ciò dà modo al mercato per iniziare a valutare con maggiore precisazione i rischi dell’investimento. Questi vengono ancora ritenuti elevati, come segnala il giudizio Ba2.

Possibili modifiche ai piani 404(k)

Nei giorni scorsi, il Dipartimento del Lavoro negli USA ha prospettato una modifica alle regole per i piani 404(k), al fine di includervi investimenti alternativi come criptovalute, private credit e beni immobili. Si tratta di schemi per favorire gli investimenti dei lavoratori in azioni e obbligazioni, che godono di benefici fiscali e che, in genere, si accompagnano a versamenti integrativi da parte delle imprese. L’idea è di offrire al mercato soluzioni diversificate e potenzialmente anche più remunerative. Le critiche non sono mancate. La senatrice democratica Elisabeth Warren ritiene che possano comportare perdite sensibili ai lavoratori e a tutto vantaggio degli investitori istituzionali.

La novità sarebbe dirompente. Al 30 settembre 2025, risultavano attivi 730.000 piani 404(k) per 70 milioni di adesioni e asset complessivi di 10.000 miliardi di dollari. Calcoli alla mano, se anche solo l’1% di questi asset venisse impiegato in Bitcoin, affluirebbero su questo mercato ben 100 miliardi. L’impatto sarebbe rilevante su una capitalizzazione, che ieri si attestava a 1.360 miliardi. Fungerebbe anche da ulteriore segnale rassicurante per gli investitori, sdoganando le crypto tra la finanza tradizionale.

Criptovalute resilienti allo shock petrolifero

Già l’emissione di un bond garantito da Bitcoin ed emesso da un’istituzione pubblica rappresenta un passo in avanti notevole in questa direzione. E sta arrivando in una fase di resilienza mostrata dall’asset con la guerra in Iran, sbalorditivamente superiore a quella di alternative “sicure” come l’oro.

Mentre il metallo è arrivato a collassare di oltre il 20% sulle tensioni geopolitiche, il token digitale più popolare al mondo ha oscillato attorno in un range relativamente stretto tra 65.700 e 74.500 dollari.

Prezzi Bitcoin, grafico
Prezzi Bitcoin, grafico © License Creative Commons

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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