Con l’asta di martedì 26 maggio il Tesoro punterà a raccogliere altri 5 miliardi di euro con un BTp short term e due indicizzati all’inflazione nell’Eurozona. Riguardo al primo si tratta di una nona tranche del titolo in scadenza il 28 febbraio 2028 e cedola fissa lorda annua del 2,20% (ISIN: IT0005692410). La durata residua è di 21 mesi. La sua prima emissione risale al gennaio scorso, solamente 4 mesi fa. L’importo offerto sarà compreso tra un minimo di 2,25 e un massimo di 2,50 miliardi. All’asta supplementare di mercoledì 27, riservata agli “Specialisti in titoli di stato”, sarà offerta una ulteriore tranche fino a 500 milioni.
BTp short term sotto la pari
Questo BTp short term si acquistava ieri per circa 99 centesimi, cioè sotto la pari. Ed è un dato positivo per chi ha intenzione di investirci qualche risparmio, in quanto prelude ad un rendimento più alto di quello garantito dalla sola cedola. Tu paghi 990 euro per inserire in portafoglio 1.000 euro nominali. La differenza dei 10 euro è un guadagno in conto capitale, che si somma agli interessi corrisposti dall’emittente.
Inflazione e rendimento a confronto
Alla fine di febbraio, cioè prima che iniziasse la guerra in Iran, questo BTp short term trattava appena sopra la pari. In termini di rendimento lordo annuo a scadenza, ora offre intorno al 2,80% e corrisponde a poco meno del 2,55% netto. Fino a poche settimane fa, sarebbe stato un dato allettante. La risalita dell’inflazione italiana, così come nel resto d’Europa, invita alla prudenza. Le aspettative d’inflazione sono aumentate e da qui ai prossimi due anni si aggirano adesso intorno al 2,35%.
Questo significa che un rendimento netto sotto il 2,30-2,40% per il medio-breve periodo rischierebbe di risultare insufficiente a proteggere il capitale investito dalla perdita del potere di acquisto. Il BTp short term di cui stiamo discutendo offre un tantino di più, ma va detto che quel plus se lo pappa lo stato con l’imposta di bollo dello 0,20% sui conti deposito. Dunque, alle attuali condizioni di mercato possiamo affermare che si tratti di un investimento di pura alternativa alla detenzione del denaro in contanti.
Più che investimento, alternativa al cash
D’altronde, un risparmiatore non punta su un orizzonte temporale così breve per cercare di guadagnare. Investire a pochi anni significa porsi come obiettivo di mettere al sicuro il capitale dalle intemperie e, in primis, dall’inflazione. Per il medio-lungo periodo è ancora prevista una stabilizzazione di quest’ultima su livelli ordinari (2%), pur maggiori rispetto al periodo pre-bellico. In sostanza, il mercato sconta una “fiammata” dei prezzi al consumo dall’impatto decrescente con gli anni. Questo BTp short term si trova già al limite come rendimento accettabile per sperare di non rimetterci in termini reali.
giuseppe.timpone@investireoggi.it