Ci sono dei termini che usati nel sistema previdenziale riportano al passato. Questi termini sono esodati e salvaguardia. Inn entrambi i casi parliamo di termini coniati dopo la riforma Fornero. Per esodati si intendono i contribuenti che, a seguito dell’improvviso innalzamento dei requisiti delle pensioni, si trovarono senza stipendio e senza trattamento pensionistico. Per salvaguardia invece si intendono i vari provvedimenti nati successivamente alla riforma Fornero, cioè interventi a tamponare il problema esodati. Provvedimenti che hanno evitato la tristemente nota fine degli esodati, cioè il rimanere senza reddito per molti anni. Questi due termini tornano di stretta attualità adesso.
Con il pericolo che l’aumento dei requisiti delle pensioni dovuto alle aspettative di vita produca un nuovo effetto esodati. A tal punto che adesso anche il Ministro del lavoro Marina Calderone promette di intervenire in salvaguardia per chi rischia di finire dentro i nuovi esodati. Che però non sono oltre 50.000 come indicato da un allarme rosso della CGIL ma intorno a 5.000, come ribadito dalla titolare del dicastero di Via Veneto.
Arrivano le nuove salvaguardie sulle pensioni, circa 5.000 pensionati ne godranno
Sarà anche come una sorta di ammissione di colpa ma alla fine pare che la situazione sia meno grave del previsto. E soprattutto, la situazione verrà risolta dallo Stato. Chi è andato in pensione con degli strumenti di accompagnamento alla pensione verrà tutelato dall’aumento dei requisiti delle pensioni. Perché il governo Meloni promette questo. Ammettendo però che effettivamente ci sarà un problema e che qualcuno potrebbe davvero subire la stessa sorte degli esodati, anche se non per anni come impose la Fornero, ma per diversi mesi (dovrebbero essere fino a 6 mesi dal 2029).
Il problema nasce perché chi ha spuntato prepensionamenti a carico delle aziende per cui lavoravano per esempio, ha spuntato un accompagnamento alla pensione senza gli inasprimenti che dal 2027 partiranno per via dei dati sull’aspettativa di vita. Un mese in più per pensioni di vecchiaia ed età pensionabile dal 2027. E poi due mesi in più dal 2028. Lo stesso accadrà per le pensioni anticipate e al loro requisito contributivo. Ma in base a degli studi su una tesi della Ragioneria Generale dello Stato, dal 209 dovrebbero essere necessari altri tre mesi di aumento. Se il prepensionamento termina in base ai vecchi requisiti, ecco che si rischia davvero di rimanere per tutti i mesi in più per le pensioni, senza alcun sostentamento.
Le parole del ministro, nuove salvaguardie esodati
La platea di chi rischia di trovarsi in quelle condizioni a partire dal 2027 e poi sempre peggio per il 2028, 2029 e dopo, secondo la CGIL supera le 50.000 unità. Secondo il Governo Meloni invece sarebbero circa 5.000 i potenziali interessati. Durante le sedute parlamentari ed i question time, il Ministro Calderone ha detto esattamente questo. Parliamo di soggetti che sono andati in pensione con i contratti di espansione per esempio. Si tratta di quella misura che ha consentito alle aziende di avviare una sorta di esodo incentivato mandando a riposo i dipendenti più anziani dopo accordo con i sindacati.
Stesso discorso e stesse regole più o meno per l’isopensione. Ed anche chi è andato a riposo in anticipo con quest’altro strumento, entra dentro la platea dei potenziali esodati. E poi ci sono i prepensionamenti per il tramite dei fondi di solidarietà nel settore credito e assicurazioni per esempio. Diversi lavoratori quindi, ma per la CGIL sono circa 55.000, per il governo poco meno di 5.000. Ma a prescindere dai numeri di cui parla il Ministro e che si rifanno, secondo le sue parole, ai dati INPS, la cosa che emerge è l’impegno che la Calderone a nome del governo ha preso. Ovvero quello di una estensione delle tutele per questi soggetti, fino al raggiungimento delle soglie di accesso delle pensioni. Ed ecco quindi una nuova potenziale salvaguardia esodati anche per le pensioni future.